Alla Juventus il derby di Torino: lo scudetto è a un punto

Vidal e Marchisio regalano il derby della Mole ai bianconeri. Exploit della Fiorentina sul campo della Samp. L'Inter sconfitta a Palermo: rottura tendine d'Achille per Zanetti

La Juventus deve aspettare ancora un po' prima di festeggiare lo scudetto. Intanto, però, si gode la vittoria del derby con il Torino. E il tricolore è solo a un punto. Il successo di oggi riporta a 11 i punti di vantaggio sul Napoli, che ieri ha vinto a Pescara (0-3), quando mancano quattro turni al termine del campionato. Non frena la sua corsa la Fiorentina (vittoriosa sul campo della Sampdoria), che continua a inseguire il Milan per un posto in Champions League. Ma i rossoneri nel posticipo battono il Catania e si riprendono il terzo posto. Roma senza problemi contro il Siena, mattatore Osvaldo e giallorossi davanti a tutti nella corsa per l’Europa League. Prosegue il momento no dell’Inter, che ha perso a Palermo (e per un grave infortunio ai legamenti perde pure capitan Zanetti) mentre il Genoa ha vinto a Verona sul Chievo. Finisce a reti inviolate tra Parma e Lazio.

Derby di Torino: tutto nel finale

Settima vittoria consecutiva per i bianconeri, in una gara controllata dai granata per quasi tutti i novanta minuti. Poi, nel finale, dopo un paio di ripartenze di Cerci che avevano fatto tremare la retroguardia di Conte, arrivano le due reti che regalano la vittoria e l'ipoteca sullo scudetto. Il primo tempo, giocato sotto un diluvio, è intenso e con due chiare occasioni da gol per la Juve. La prima al 12’: Pogba pesca in verticale Vucinic, che però incrocia male davanti a Gillet. La seconda al 18’: azione insistita dai bianconeri nell’area avversaria, Glik salva sulla linea e spegne gli entusiasmi di Pogba. Poco lavoro, in fondo, per Gillet, che interviene coi pugni al 17’ su una conclusione in area di Marchisio, ancor meno per Buffon, chiamato in causa solo al 43’ per mettere in corner un tiro di Santana. Ad un primo tempo interessante segue una ripresa moscia. La pioggia ed il campo scivoloso offuscano le idee ed il Torino ha poche difficoltà nel controllare la Juve, che si rende pericolosa al 2’ con una conclusione di Vucinic. Ma l'attaccante non incide, Marchisio continua nel suo momento decisamente poco brillante e Pirlo non trova il guizzo. Occasioni zero e partita addormentata. Ventura toglie Meggiorini perché non ce la fa. Conte fa uscire Vucinic e si gioca la carta Quagliarella, ma è il Toro, in contropiede, a farsi minaccioso: Cerci al 36’ mette in mezzo per Jonathas, che non ci arriva anche per una trattenuta di Bonucci. La Juve risponde con Pogba, che al 39’ mette out al volo a porta praticamente vuota. E, quando lo 0-0 sembra archiviato, ecco la stoccata di Vidal, che regala il vantaggio ai bianconeri. Glik, come all’andata, si fa espellere per doppia ammonizione e, in pieno recupero, Marchisio chiude i conti sotto misura per il 2-0 conclusivo.

Per l'Inter Europa sempre più lontana

È la vittoria della speranza salvezza quella del Palermo contro l’Inter al Barbera. Mentre i nerazzurri sprofondano sempre più distanti dall’Europa, i rosanero rilanciano definitivamente le chance di salvezza. L’1-0 firmato dal solito Ilicic permette ai siciliani di sognare ancora. Al contrario l’Inter, assente per tutto il primo tempo, raccoglie l’ennesima sconfitta e appare in crisi profonda. I rosanero hanno più fame e attaccano gli spazi senza dare tregua agli uomini di Stramaccioni. Una pressione che si trasforma in gol al 9’ con Ilicic, in rete da cinque gare consecutive. Lo sloveno riceve palla dopo una trattenuta di Silvestre su Miccoli in area, il tiro dal limite supera Handanovic. Al quarto d’ora l’Inter, già a corto di uomini e di idee, perde anche capitan Zanetti, per un infortunio al tendine d’Achille (al suo posto entra Schelotto). I rosanero continuano a macinare gioco come non avevano mai fatto in questa stagione. Garcia, più volte fischiato quando il Palermo era in crisi, diventa una spina nel fianco per la difesa
nerazzurra. Al 35’ Miccoli sfiora il raddoppio con una conclusione sporca dall’interno dell’area piccola. L’Inter si affida a qualche sporadico guizzo di Rocchi che cerca di intercettare i cross nell’area rosanero. Ma niente di più. La partita rimane però in bilico con il Palermo che, nonostante l’impegno, non riesce a raddoppiare, mentre l’Inter si porta a folate in avanti con la forza dei nervi. Al quarto d’ora è Silvestre a sfiorare il gol dell’ex con un colpo di testa su corner. Con il passare dei minuti la partita diventa nervosa e
Orsato espelle prima due collaboratori di Stramaccioni, poi Sannino e Perinetti. Nervi tesi e partita vibrante: al grande colpo di Miccoli (tocco per alzare la palla e tiro al volo, con grande intervento di Handanovic) risponde Alvarez prima con un siluro da 30 metri e poi con una serpentina in area senza fortuna. L’iniziativa nerazzurra spaventa i padroni di casa che si chiudono in difesa, limitando al massimo le sortite in avanti. Mentre l’Inter mette in campo l’ultimo sforzo è il Palermo ad andare vicino al gol della sicurezza con Hernandez, il suo sinistro a incrociare non ha fortuna.

Zanetti, lesione al tendine d'Achille

"E' un altro brutto colpo", dice il tecnico dell'Inter Andrea Stramaccioni, amareggiato non solo per l'ennesima sconfitta della sua squadra ma soprattutto per il grave infortunio di Javier Zanetti, che mette a rischio la carriera stessa dell'argentino. "La lesione (al tendine d'Achille, ndr) c'é - conferma il tecnico ai microfoni di Sky - e sicuramente per noi è un altro brutto colpo. Dopo l'infortunio di Javier, i ragazzi hanno messo in campo tutto quello che avevamo. E' una situazione difficile da commentare". In serata arriva la doccia fredda per i nerazzurri: il capitano dell'Inter ha riportato la rottura del tendine d'achille del piede sinistro. La diagnosi è stata confermata dagli esami strumentali ai quali il giocatore si è sottoposto in serata a Milano.

Il Milan schianta il Catania

I rossoneri si confermano al terzo posto battendo il Catania 4-2 nel posticipo serale. A San Siro i siciliani passano in vantaggio con Legrottaglie (30') ma un gol di Flamini al 45' rimette il punteggio in parità. Bergessio riporta avanti la squadra di Maran (65') prima della doppietta di Pazzini, che in appena tre minuti, tra il 74' e il 77', ribakta il risultato. Nel finale gol di Balotelli su rigore (92').

Risultati e marcatori della 34^ giornata:
Chievo-Genoa 0-1 (Borriello)
Palermo-Inter 1-0 (Ilicic)
Parma-Lazio 0-0
Roma-Siena 4-0 (Osvaldo, Lamela, Osvaldo, Osvaldo)
Sampdoria-Fiorentina 0-3 (Quadrado, Ljajc, Aquilani)
Torino-Juventus 0-2 (Vidal, Marchisio)
Milan-Catania 4-2 (Legrottaglie, Flamini, Bergessio, Pazzini, Pazzini, Balotelli).

Le gare disputate sabato
Atalanta-Bologna 1-1
Cagliari-Udinese 0-1
Pescara-Napoli 0-3

Classifica
Juventus 80
Napoli 69
MIlan 62
Fiorentina 61
Roma 55
Udinese 54
Inter 53
Lazio 52
Catania 48
Cagliari 42
Parma e Bologna 40
Chievo e Atalanta 39
Sampdoria 38
Torino 36
Genoa e Palermo 32
Siena 30
Pescara 22

 

 

Commenti

paolonardi

Dom, 28/04/2013 - 18:31

Alla Juventus non si assetano rigori contro soprattutto nel finale di partita. A quando un'inchiesta su questi smaccati e ripetuti favori?

Baloo

Dom, 28/04/2013 - 19:13

Sento puzza di inciucio cisalpino !!! Il Torino per la Juve è una bella provvidenza di punti che fanno la differenza!!! Milan ed Inter non potrebbero per il forte orgoglio interista! Il Torino dopo Superga ha perso mordente se non nel periodo dei gemelli del Goal (Graziani e Pulici).La juve non mi piace sul piano morale della lealtà anche se in Italia è una bella squadra che giudico troppo supportata da molti.Del resto anche nell'automobilismo accadono fenomeni analoghi fra macchine della stessa scuderia (qui squadre della Mole)

aitanhouse

Dom, 28/04/2013 - 19:25

era scritto che la juve vincesse il secondo scudetto,e così è andata;le colpe sono da ricercarsi nei mancati investimenti delle grandi ed una specie di sottomissione psicologica che ha bloccato le menti dei dirigenti ed i muscoli dei calciatori. Passiamo all'argomento più eclatante del giorno:lo spegnimento totale della fiamma inter. Più le disgrazie colpiscono con infortuni i giocatori e più aumentano i piagnistei dell'allenatore: ma non si rende conto questo ragazzotto che il tutto fa parte del calcio? non ha capito che affrontare un campionato ed una EL con due soli attaccanti sarebbe stata una stupidata abissale ,aggiungendo anche l'età non verde degli stessi e gli infortuni passati?il ragazzotto si lamenta delle assenze forzose, ma ha dimenticato che anche con un organico quasi al completo ,ha rimediato figuracce storiche? perchè il ragazzotto non da uno sguardo a squadre che hanno un organico molto, molto inferiore all'inter odierna e raggiungono ugualmente notevoli risultati? si rende conto come la squadra così messa in campo inspiri solo rabbia? se il ragazzotto resterà sulla panchina nerazzurra i tifosi volteranno le spalle e neppure si fermeranno a guardarla in tv, perchè vuol dire che la società non ha più in alcuna considerazione la tifoseria e la sua passione.