L'anno nero di Kalinic: rispedito a casa

Solito vizietto. Si è rifiutato di entrare nel finale con la Nigeria. E il ct lo scarica

Ufficiale: peggio di così la stagione di Kalinic non poteva andare. Dopo il pessimo campionato con il Milan, per l'attaccante è arrivata anche una batosta di dimensioni mondiali: la Croazia ha deciso clamorosamente di rispedirlo a casa dal ritiro di San Pietroburgo.

Il motivo? Il milanista si sarebbe rifiutato di entrare in campo a 5 minuti dalla fine del match di sabato contro la Nigeria, adducendo come scusa il mal di schiena. Kalinic, quindi, si sarebbe inventato di nuovo un dolore per non entrare. Di nuovo perché a quanto pare il croato è recidivo. Durante l'amichevole con il Brasile, l'ultima giocata prima di partire alla volta della Russia, l'attaccante del Milan si era reso infatti protagonista di una sceneggiata simile, rifiutandosi di subentrare a causa di un presunto fastidio fisico. In quel caso, il ct Dalic gliel'aveva fatta passare, ma era chiaro che tra i due già non corresse buon sangue.

Il ct non lo considera titolare (prima di lui Mandzukic e l'ex viola Rebic) e Nikola soffre tremendamente questa situazione, anche perché considerava la campagna di Russia l'occasione per riscattare un anno horribilis. Il Mondiale, però, invece di portare aria di rilancio, si è trasformato in bufera. Dalic, infatti, non vuole in squadra giocatori che possano influenzare negativamente lo spogliatoio e, per questo, ha deciso di dare il ben servito al rossonero, anche se ciò significa rimanere con un uomo in meno. «Ho accettato in silenzio e preso questa decisione, perché mi servono giocatori sani che possano aiutare la squadra e i compagni», ha detto il ct.

Questo lato di Kalinic, però, lo conosciamo pure in Italia. Anche da noi, infatti, Nikola ha dato prova più volte del suo carattere ribelle. L'estate scorsa, quando voleva lasciare a tutti i costi la Fiorentina, il giocatore presentò un certificato medico per evitare di allenarsi con il resto dei compagni perché "emotivamente inquieto". A marzo, invece, mandò su tutte le furie Gattuso per il suo scarso impegno in allenamento tanto che Ringhio non lo convocò con il Chievo.

Ciò che è successo con la Croazia, quindi, è il perfetto epilogo di una stagione da dimenticare per Kalinic. Arrivato al Milan con grandi aspettative, si è ritrovato a fare panchina dietro un 20enne (Cutrone), concludendo il campionato con appena 6 gol. Il rapporto con i tifosi milanisti inoltre non è mai sbocciato e, anzi, dopo il clamoroso autogol in finale di coppa Italia contro la Juve, è definitivamente naufragato. Sembra quindi sempre più difficile vedere Kalinic in rossonero anche il prossimo anno. Su di lui ci sono Siviglia e tre squadre turche (Galatasaray, Besiktas, Fenerbahce): per meno di 20 milioni può partire.