L'Arcangelo Milik ha stregato Napoli Con il tutor Mertens coppia perfetta

A Kiev il polacco ha già conquistato tutti i tifosi orfani di Higuain

Angelo Rossi

Napoli Il giovanotto possiede molta personalità nonostante i ventidue anni. Al debutto da titolare al San Paolo si è presentato come fece Vinicio, icona della storia azzurra: due gol al Milan, mica un avversario qualsiasi. Iniziando a scacciare il fantasma di Higuain. In Nazionale pochi giorni dopo steccò, prestazione scialba e gol facili sprecati banalmente: «Non cerco scuse, ho sbagliato partita».

Martedì invece ha gelato Kiev, che pregustava la festa al Napoli. Un'altra doppietta, in quella che lui ha definito la serata magica. Milik fa Arkadiusz di nome ma a Napoli è già l'Arcangelo. Intorno a questo polaccone alto, fisico perfetto, ruotano desideri e speranze di una squadra e di una tifoseria. Il ragazzone è un tipo freddo, quasi glaciale, tipico di chi viene dall'Est, ma conosce il fatto suo. Sembra non si scomponga mai: come quando Sarri dettò la formazione prima di scendere in campo contro il Milan. Tutti si aspettavano Gabbiadini al centro dell'attacco, venne fuori Milik. Lui senza battere ciglio, indossò la maglia e si diresse in campo per il riscaldamento.

Cosa che ha fatto anche in Ucraina. Perché per il momento le scelte del tecnico equivalgono a una prima gerarchia: Milik centravanti, il Gabbia in panca. Come è successo a Palermo dopo aver steccato con la sua Nazionale: si beccò una risata in faccia da Sarri perché voleva giustificare gli errori commessi contro il Kazakistan. L'Arcangelo giocherà contro il Bologna, primo crocevia di una stagione che si preannuncia tosta ma stimolante: è il suo momento, lo dicono i gol.

Le partite raccontano di un feeling inatteso, esploso improvvisamente. Il polacco va d'amore e d'accordo con il belga: Milik-Mertens oggi è lo spacca-difese disegnato dall'abile matita di Sarri. Intesa perfetta dentro e fuori il rettangolo verde, Mertens è il tutor di Arkadiusz, gli fa da interprete, i due arrivano a Castelvolturno e vanno via insieme, è facile incontrarli a cena nei ristoranti di Marechiaro. In silenzio hanno capovolto l'ordine dello spogliatoio, i loro gol sono balsamo puro da spalmare sulle ferite inferte dal traditore argentino in estate.

Con Milik alla conquista del campionato e magari della Champions. Mentre altri si perdevano in richieste di nuovi contratti, Arkadiusz scalava posizioni in squadra con sudore e sacrificio. Sgobbando insomma, e non deve essere stato difficile per uno che ha vissuto un'infanzia difficile. A sei anni, orfano di padre, rubacchiava nei negozi di Tychy. Il calcio lo ha tolto dalla strada, s'è affermato all'Ajax nel 4-3-3 di De Boer. A 22 anni nemmeno Suarez, Lewandowski o Ibrahimovic avevano segnato 63 reti in Europa. Napoli l'ha accolto tiepidamente ma ora s'è scaldata. Aggrappata al suo Arcangelo per scacciare l'ingombrante fantasma del traditore.

Commenti

alfa553

Gio, 15/09/2016 - 10:59

Ma cosa ha stregato, mai vista una squadra giocare cosi male e rappezzata.No un giocatore di un minimo di livello accettabile.....ha vinto? anche un somaro riesce a cantare ogni tanto.