L'Augusta Masters a Scott, primo golfista australiano a indossare la giacca verde

La "maledizione australiana" è arrivata al capolinea. Adam Scott ha vinto con 279 colpi il 77° Masters Tournament. Al secondo posto l'argentino Angel Cabrera

Bubba Watson fa indossare la giacca verde a Adam Scott, vincitore dell'Augusta Masters

Adam Scott è il primo australiano a indossare la giacca verde. Oggi ha vinto con 279 colpi il 77° Masters Tournament, disputato sul percorso dell'Augusta National in Georgia concludendo le 72 buche alla pari con l'argentino Angel Cabrera (71 69 69 70) per poi superarlo con un birdie alla seconda di spareggio.

La "maledizione australiana" è, finalmente, arrivata al capolinea. Gli aussie hanno, infatti, dominato conquistando anche il terzo posto con Jason Day (210 colpi, -7) e il quarto con Marc Leishman (283 colpi, -5), che lo ha condiviso con Tiger Woods, numero uno mondiale. Ha ceduto Brandt Snedeker, leader con Cabrera dopo tre turni, e sesto al traguardo insieme al sempre più brillante danese Thorbjorn Olesen. Tra i top ten Matt Kuchar, lo spagnolo Sergio Garcia e l'inglese Lee Westwood, ottavi con 285 (-3), e torneranno comunque a disputare il torneo nel prossimo anno (privilegio per i primi dodici classificati) anche John Huh e il sudafricano Tim Clark, 11° con 286 colpi (par -2). In tal senso non avrà problemi nemmeno il 54enne Fred Couples, esentato praticamente a vita essendo stato Masters Champions nel 1992, brillante protagonista per metà gara prima che età e acciacchi appesantissero il suo rendimento: ha ottenuto la tredicesima piazza con 287 colpi (-1) insieme a Dustin Johnson e al sudafricano Ernie Els, che hanno usato la graduatoria come un ascensore.

Lunga la lista dei delusi, come è inevitabile nei major dove quasi tutti i partecipanti hanno le carte in regola per vincere. Poteva forse sperare poco Steve Stricker, 20° con 289 colpi (+1), che ha ridotto di parecchio l'attività, ma erano altre le attese del nordirlandese Rory McIlroy, numero due del world ranking, del sudafricano Charl Schwartzel, vincitore nel 2011, e degli inglesi Luke Donald e Justin Rose, 25° con 290 colpi. Con loro Jim Furyk, che ha tenuto come couples solo per due giri, e Bernhard Langer che si è goduto tre buche di gloria, con una partenza fulminate, tre birdie e un salto a sfiorare la vetta, prima di arrendersi ai suoi 56 anni. Con troppi problemi fisici il fijano Vijay Singh si è piazzato 38° con 292 colpi facendo una corsa regolare a metà classifica dove è finito invischiato anche il 24enne Rickie Fowler, stesso score, che ha concluso con un par +6.

È sempre difficile indossare per due volte consecutive la giacca verde e Bubba Watson, campione uscente, lo ha sperimentato sulla sua pelle chiamandosi fuori sin dal primo giro per poi arrancare in retrovia dove ha stazionato anche Phil Mickelson, estremamente deludente. Al 58° posto con 300 colpi) il cinese Tianlang Guan, il 14enne che ha tolto a Matteo Manassero il primato stabilito nel 2010 di più giovane partecipante e di più giovane giocatore ad aver superato il taglio. Guan ha calamitato l'attenzione di pubblico e media, ma anche degli arbitri che gli hanno affibbiato un colpo di penalità per gioco lento, e anche questo è un piccolo record perché nessuno ricorda qualcosa di simile al Masters. Non hanno superato il taglio i due azzurri Matteo Manassero, 62° con 149 colpi e fuori per un colpo, e Francesco Molinari, 84° con 155 colpi. Il risultato ovviamente lascia un po' di amarezza, ma nel golf le disavventure e le sorprese sono sempre dietro l'angolo. L'importante è che se ne faccia tesoro.