L'aziendalista Allegri s'aggrappa ai «senatori»

La paradossale estate della Juventus non conosce fine. L'addio shock di Conte e l'arrivo di Allegri contestato dai tifosi, il grave infortunio di Morata e Andrea Agnelli messo all'angolo (per ora) in Lega Calcio. E ieri il sequestro lampo del padre adottivo di Carlos Tevez. L'Apache, che ha rinunciato a partire per l'Argentina, non ci sarà comunque questa sera (a casa anche Buffon e Vidal) nell'amichevole contro il Cesena ( diretta tv su Sky Sport 1 alle 20.45 ). Che è anche la prima uscita dopo il ko clamoroso coi dilettanti del Lucento. «Sarà un'altra partita», chiosa Massimiliano Allegri a far intendere che anche la Signora avrà un trucco completamente diverso anche se «la nostra condizione fisica non è nemmeno accettabile, vorrei tornare a Torino senza infortuni».

Perché le difficoltà già non mancano e il nuovo allenatore dei bianconeri non nasconde che un approdo sicuro sono i senatori, finalmente in gruppo da domenica sera. «Mi sono ritrovato catapultato alla Juve - sottolinea Allegri -. Quanto successo è inusuale. Ho parlato soprattutto con Buffon, Pirlo e Chiellini... Li ho trovati motivati e loro mi sono d'aiuto come tutta la squadra». Però non c'è tempo da perdere perché manca meno di un mese all'inizio della stagione, e proprio il Milan di fronte già alla terza giornata «sarà una serata particolare. Ci sarà tanta emozione, ma per me sarà solo un avversario, ora sono alla Juve».

E John Elkann gli ha già dato il suo benvenuto: «Ha una grande responsabilità». E l'aziendalista Allegri non si tira indietro: «Adesso devo essere bravo a capire dove sono arrivato». L'albo d'oro è lì a ricordarglielo: la Juventus ha vinto gli ultimi tre scudetti. «Vincere il quarto sarebbe una cosa eccezionale», abbozza. Per Andrea Pirlo sarebbe il quinto di fila, il primo della serie vinto al Milan proprio con il tecnico toscano che poi fu tra i fautori del suo addio ai rossoneri. Ora si ritrovano in bianconero: «Ho parlato con Andrea appena sono arrivato, non c'è mai stato nessun problema». Allegri tira una riga sul passato, la Juve è un'altra storia. La missione dell'ex allenatore del Milan è anche quella di scrivere un capitolo europeo più avvincente: «Disputare un'ottima Champions è l'altro obiettivo». Molto dipende anche da mercato, molto dipende anche dal destino di Arturo Vidal, «giocatore fondamentale, sia tatticamente che come contributo realizzativo».

Intanto l'aziendalista Allegri è soddisfatto degli arrivi al contrario di Conte, che ha sbattuto la porta anche per le divergenze di mercato. «Con Morata, Pereyra, Evra e Coman la rosa è stata molto rinforzata - l'Allegri pensiero -. Poi la società sa cosa deve fare per migliorarla ulteriormente». E lui ha già in testa cosa serve per un altro salto di qualità in campo. Alla squadra ha già detto di non voler fare rivoluzioni tattiche, solo con il tempo introdurrà aggiustamenti e novità. L'Allegri pensiero al riguardo non concede interpretazioni: «Non c'è bisogno di resettare niente, così come non è corretto parlare della Juve di Allegri. C'è la Juve e una nuova stagione in cui si parte da zero».

Racconta di lavorare con un «gruppo solido e maturo, ci sono i presupposti per vincere ancora», ripete Allegri che poi racconta la sua verità: «Dobbiamo essere consapevoli che conta sempre la maglia, noi siamo solo tasselli all'interno della società». La verità del perfetto aziendalista.