La doppia favola di Sir Ranieri. Con la Premier sbanca i thailandesi

Il Leicester a un passo dal trionfo in Premier. Al tecnico italiano un bonus di 6,5 milioni

Quello che stando fuori non si percepisce è tutta quell'energia che sta sbattendo Leicester al centro del mondo. «Io credo che si parlerà di questa stagione in eterno - dice il capostazione della Leicester railway station, in funzione dal 1840 con quattro binari tirati a lucido come a Buckingham Palace-. Ormai siamo dentro la leggenda e nessuno ci può buttare fuori». È la vigilia della sfida con il Manchester United, se il Leicester lo batte, ma anche addirittura perdendo se il Tottenham non fa tre punti contro il Chelsea, vince il suo primo titolo di campione d'Inghilterra a due giornate dalla conclusione.

In città gira un'elettricità che accende gli animi più quieti. Perfino Claudio Ranieri, schivo, emotivo, fa una fatica tremenda a non farsi contagiare: «Abbiamo una chance concreta di vincere il titolo - ha detto ai suoi -. È un'occasione che potrebbe capitare una sola volta nella vita e le partite vanno chiuse al primo match point. La prossima stagione United, Chelsea, City e Arsenal saranno di nuovo al top». Il tecnico vibra visibilmente, adesso sembra solo un parvenue capitato nel posto giusto all'ora giusta ma a inizio stagione ha preso i proprietari thailandesi sotto braccio e nel suo contratto ha inserito una clausola che prevedeva 100mila sterline per ogni posizione superiore al 17° posto, quello della salvezza, ora fanno un totale di 6,5 milioni. E non finisce qui, c'è anche un bonus e un superbonus per la qualificazione in Champions league e un'altro in caso di vittoria finale. Sempre in Champions, insomma, campione d'Europa. Dai, quando l'ha pensata? Gli hanno fatto i complimenti per la lungimiranza e Ranieri si è alzato di qualche spanna:«Volevo vivere un film, speriamo sia a lieto fine come quelli di Hollywood». Spietato, va Old Trafford a tirare giù il Teatro dei sogni.

Commenti

COSIMODEBARI

Sab, 30/04/2016 - 19:00

Juventus, Roma e Inter, i tre grandi esoneri, ma non certo per incapacità, forse per complotti tra società e alcuni giocatori (vedi Juventus) oppure tra alcuni giocatori all'interno e forse pure fuori dallo spogliatoi (vedi Roma e Inter). Di certo in un caso di esonero, se non all'indomani della partita, ci fu di mezzo un derby che si stava perdendo, ma che poi si vinse, perchè Ranieri mandò in panchina Totti e De Rossi.

Ritratto di alasnairgi

alasnairgi

Sab, 30/04/2016 - 20:29

Bistrattato in Italia si prende una sonora rivincita : nemo profeta in patria!!!!!