L'estate del pallone con i botti societari

A Genova è «rissa» tra Garrone, Preziosi e Ferrero. A Firenze gli americani

Né centravanti né rifinitori e nemmeno rocciosi difensori. No, questo tiepido mercato di inizio estate è bollente per merito (o colpa) dei dirigenti, che siano proprietari, presidenti o direttori tecnici e sportivi. Con tanto di polemiche ben più roventi del solleone che tarda a palesarsi. A partire da Genova dove il clima è bollente in una triangolazione verbale accesissima.

Succede che la Sampdoria e il Genoa siano entrambe in vendita. La Samp ambita dall'ex bandiera Gianluca Vialli a capo di un gruppo di investitori pesanti (ufficialmente chiamatisi fuori ma, si dice, ancora pronti a intervenire), il Genoa a caccia di acquirenti. I presidenti, Ferrero e Preziosi, nel mirino delle tifoserie, contestati e invitati senza mezze misure a fare le valigie. E così l'ex patron della Samp Edoardo Garrone, numero uno di Erg, tifoso ma non proprio ultras, anzi famoso per essere sempre posato e misurato, questa volta si scatena e ne ha per tutti. Su Ferrero: «Un cialtrone, un buffone. Ma ha gestito bene la società. Però se non vende ora è un pazzo». La replica? «Se vuole gliela rivendo». Controreplica: «Va bene ma a quanto l'ha pagata lui. Cioè zero». E poi sul Genoa: «In città c'è una società che non può essere ceduta perché è piena di debiti. E non è la Sampdoria». Preziosi si infuria: «I conti del Genoa sono sanissimi. Forse gli brucia ancora la retrocessione (2011, quando Garrone era presidente, ndr) lo querelo». Genova per loro? Un bel caos, mentre le porte per le cessioni restano aperte.

Il tutto in un inizio estate segnato dai dirigenti ben più che dai calciatori. La Fiorentina ha avuto un bell'elettrochoc con l'addio dei Della Valle e l'arrivo di Rocco Commisso che ha promesso rivoluzioni, liquidato Corvino e riabbracciato Pradè. In Casa Milan Leonardo ha salutato lasciando campo libero a Maldini che avrà pieni poteri, ritrova Boban e sta cambiando ds (Massara a un passo) e allenatore (c'è l'accordo con Giampaolo). E dovrebbe avere salva l'Europa league: fino al 14 agosto non è in programma nulla al Tas sul caso Milan-Uefa. All'Inter per la prima volta c'è Marotta a capo delle operazioni e dopo Conte si lavora su un mercato da big. Stabile la Juve, anche se si tratta delle prime trattative di Paratici da plenipotenziario. Restando al bianconero, ma dell'Udinese, torna alla scrivania dove fece benissimo Pierpaolo Marino. In attesa dei botti e dei colpi tra i calciatori a movimentare questo inizio di estate ci pensano loro, i dirigenti. E scusate se (non) è poco.