L'impresa di Bianchi e la sfortuna di Kimi

10 ROSBERG Primo Ha corso da colpevole. Ha corso sapendo che l'altro, Lewis, aveva trascorso notte pensando a cosa combinare di grande e cattivo per risollevare l'orgoglio ferito dal giochetto delle bandiere gialle, dell'errore in qualifica, della pole con il trucco. Però bravo e veloce. Non ha mai permesso ad Hamilton di avvicinarsi il giusto per azzannarlo.
5 HAMILTON Secondo Ha mandato in vacca la grande sfida che tutti attendevano. Aveva detto cose forti tipo «caro Nico ti sbatterò fuori come Senna con Prost» e ha finito con la faccia da cucciolo a dire a tutti… «scherzavo». E fa tenerezza la storia del moscerino finitogli nell'occhio sinistro negli ultimi giri (polvere di gomma, ndr), quelli del possibile tentativo di sorpasso a Rosberg. Da 0.6 a 9” attaccato nel finale da Ricciardo fa persino pensare… Il 5 glielo dà Senna. Per averlo tirato in ballo.
8 RICCIARDO Terzo Di nuovo a podio. Stavolta dopo partenza pessima, una discreta dose di fortuna visti i malanni di Vettel e soprattutto Raikkonen che quel podio aveva prenotato. Comunque davvero un gran pilota. I denti sorridenti sugli stinchi di Hamilton nei giri finali sono stati l'unica cosa bella di questa gara.
7 ALONSO Quarto Ha fatto il suo. Partenza ad handicap «perché fino alla curva 3 non mi ha funzionato il kers e la parte elettrica e mi hanno passato». Poi sempre attento. Con tutti i suoi brontolii resta il gancio in mezzo al cielo triste Ferrari.
10 BIANCHI Nono In pratica il ragazzo, ormai quasi un gregario dei motori visto che da potenziale talento sta ormai invecchiando nell'orbita del Cavallino (appartiene alla Ferrari Driver Academy) che non gli ha trovato di meglio che affondarlo alla Marussia motorizzata Ferrari, ecco, Bianchi si è rimboccato le maniche e con i milioni frutto dei punti conquistati da queste parti ha praticamente caricato l'intero team sul jumbo per il Canada. Cioè, senza, la squadra rischiava di non arrivare al prossimo Gp.
8 RAIKKONEN Dodicesimo La sua gara è stato un Gp a due. Kimi contro Vettel. Ingarellati con la dea bendata per vedere chi ne avesse di più… di sfortuna. Ha stravinto Sebastian fuori al 26°, ma il gelido finnico ha lottato fino all'ultimo per togliergli lo scettro. Notte da incubo con il mal di pancia, quel mal di pancia. Per cui avanti e indietro col bagno e parata piloti bigiata con giustificazione scritta. Quindi partenza da sogno complice le Red Bull davanti ad Alonso. Fatto sta, si beve Fernando e Ricciardo, Vettel si ritira ed è terzo. Miraggio di podio visto che qui non si passa. Ma in piena safety car il doppiato Chilton lo tampona («mi ha distrutto la gara»). Foratura. Non è giornata. Più tardi, di nuovo a punti, sbaglierà lui su Magnussen. Perdonato dai giudici. Come premio finale viene di nuovo doppiato. Un trionfo.
SV VETTEL Ritirato Il dio dei motori ha deciso che il biondino quattro volte di fila campione del mondo deve espiare… e tanto. Ieri il motore ha perso la potenza per un problema al software del turbo, giovedì la sostituzione del cambio, a Barcellona idem con penalità. Un calvario. «L'unico lato positivo quest'anno è che… sudo poco».

BCLuc