L'incrocio emiliano per la Signora stanca e l'Inter euforica

Sarri e il Sassuolo: «Dopo l'Europa soffriamo»Conte e la Spal: «Non voglio gente appagata»

La Juventus all'ora di pranzo, l'Inter nel primo pomeriggio. Via uno, dentro l'altro. Non come dal dentista, ma quasi. Il testa a testa del resto è già servito da qualche settimana: bianconeri contro nerazzurri, in palio lo scudetto. Gli altri, salvo colpi di scena inimmaginabili al momento, lotteranno per obiettivi diversi.

Juve-Sassuolo e Inter-Spal, allora. Sulla carta, impegni per nulla proibitivi. Però, insomma, i match che seguono le settimane di Champions nascondono spesso qualche insidia in più del dovuto. «La squadra di De Zerbi ha numeri superiori rispetto alla classifica - spiega Sarri -. La Champions ti porta via forze mentali notevoli: non è un caso se dopo gli ultimi due impegni europei abbiamo sofferto con Lecce e Milan». «Dopo gare importanti è inevitabile che subentri una forma di appagamento conferma Conte -. Non dovrà però accadere: nel caso, sarei molto deluso. Battere la Spal è vitale». A San Siro sono attesi oltre 60.000 spettatori, a Torino ci si avvicinerà ai soliti 40.000: scontato che dalle parti del Duomo la lotta tricolore sia vissuta con più pathos rispetto a quanto accada un centinaio abbondante di chilometri più a ovest, ma non c'è nemmeno da pensare che la Signora snobbi il campionato. Vincere aiuta a vincere, da sempre e per sempre. Conte lo sa, avendo ereditato questa forma mentis dai tempi in cui era giocatore, guarda caso con addosso il bianconero. Sarri non vanta una carriera analoga, ma negli ultimi tempi ha dimostrato di essersi calato perfettamente nella realtà in cui opera. E dove ha a che fare con un giocatore come Ronaldo, il quale dei trofei (anche personali) ha fatto una ragione di vita: «Lui è per noi una risorsa immensa. Ha l'ossessione del gol? Se sei abituato a segnare sempre, è normale che sia così. Spero vinca il Pallone d'Oro, anche: i premi individuali assegnati dai giornalisti, però, mi interessano poco». Pare invece che toccherà a Messi. E magari CR7 ne ricaverà la benzina necessaria per ripartire, visto che a novembre non ha segnato nemmeno un gol con la Juve, limitandosi ai due in nazionale: oggi il portoghese giocherà quasi certamente dal primo minuto e farà coppia con Higuain, Bernardeschi agirà da trequartista e in difesa dove ci sarà Buffon potrebbe riposare De Ligt. Di tridente pesante con anche Dybala dentro, insomma nemmeno a parlarne dal primo minuto: l'aggettivo «problematico», usato dal tecnico toscano, chiude in effetti i conti abbastanza in fretta. Gli umori della truppa sono comunque molto buoni, musi lunghi non ne risultano e, allora, avanti così. Più o meno la stessa musica che si respira alla Pinetina, dove anche la qualificazione agli ottavi di Champions è alla portata: «L'Inter è una bella sorpresa così Conte -. L'entusiasmo che ci circonda è certamente positivo, ma bisogna rimanere sempre sul pezzo. Siamo cresciuti e consapevoli, questo sì. E non faremo calcoli di alcun genere». Il che significa che, pur essendo in diffida e con la Roma come prossimo avversario, né Skriniar né Lautaro riposeranno: «La partita contro la Spal vale tre punti. Non mi interessa altro».