L'Inghilterra all'incasso La scommessa a perdere apre la via della finale

La scelta di consegnarsi al Belgio ha spedito Kane e compagni nella parte facile del tabellone

Sconfitta e felice. L'azzardo di Gareth Southgate, quando ha deciso di consegnarsi al Belgio a qualificazione acquisita, un risultato lo ha già ottenuto. All'improvviso la sua Inghilterra, complice l'ecatombe di favorite, è risalita nelle previsioni degli allibratori. Un motto di fiducia generale che ha contagiato gli stessi tifosi. Così negli ultimi giorni i social media sono stati invasi da un refrain propiziatorio: football's coming home. Il calcio torna a casa, nella patria che lo ha inventato, e codificato. E che attende dal 1966 un guizzo trionfale della sua nazionale. Ma forse neppure in quell'anno mirabile i Tre Leoni avevano avuto una via così propizia verso la finale.

Con l'uscita della Spagna, sono diventati gli inglesi gli indiziati più accreditati nella parte bassa del tabellone. Dove è rimasta l'unica nazione ad aver vinto un mondiale, con la Svezia unica finalista. Nelle quote dei bookmakers, Kane e compagni sono appaiati alla Croazia al terzo posto (6 a 1), dietro a Brasile e Francia. Non accadeva dalle notti magiche del 1990, quando l'Inghilterra di Booby Robson era stata sconfitta in semifinale dalla Germania. Da allora in sole due occasioni il cammino mondiale dei Tre Leoni è andato oltre gli ottavi (2002 e 2006). Anche per questo Southgate ha pescato nella retorica, definendo la sfida con la Colombia come la partita più importante dell'ultimo decennio. Una vittoria potrebbe dischiudere nuovi scenari, legittimare le ambizioni di una squadra ancora alla ricerca della sua dimensione finale. Concetto sul quale insiste il Ct quando invita i suoi a «non accontentarsi, migliorare, alzare l'asticella». Approfittando di una serie di congiunture favorevoli che questa sera la oppongono ad una squadra sì zeppa di talenti assoluti (Rodriguez e Falcao), ma che sul piano internazionale denuncia evidenti limiti di esperienza (in un solo mondiale, nel 2014, la Colombia ha raggiunto i quarti di finale).

Storicamente solo cinque nazionali hanno saputo battere l'Inghilterra nella fase ad eliminazione diretta di un mondiale: la Germania (1970, 1990, 2010), il Portogallo (2006), il Brasile (1962, 2002), l'Argentina (1986, 1998) e l'Uruguay (1954). Non comprimarie, al contrario nazionali dal blasone acclarato. Una ragione in più per nutrire un moderato ottimismo alla vigilia della sfida contro i colombiani. Tra i meriti di Southgate c'è sicuramente essere riuscito ad allentato la tensione attorno ad una nazionale, tradizionalmente attanagliata dalla paura di fallire. Partita a fari spenti, questa Inghilterra si è rivelata gradualmente. E con astuzia (e pragmatismo) si è scelta il cammino più favorevole. Nel prossimo turno troverebbe la vincente tra Svizzera e Svezia. Per continuare a cullare quel sogno meraviglioso, non più impossibile ma che (almeno per ora) resta improbabile.

Commenti

il gatto nero

Mar, 03/07/2018 - 09:02

Queste sono le parole di Grillo. Io non lo posso soffrire ma, in questo caso, non posso che dargli un po' di ragione. Due che ci raccontano la vita dei calciatori e non seguono la partita in campo ! E' una rottura ! "Ma perché bisogna vedere delle partite del Mondiale con due che ci parlano sopra, che dicono cose che posso vedere io. Fatemi sentire l'audio, fatemi sentire le parole che dicono in campo, ci sono delle tecnologie che fanno sentire il bisbiglio del guardalinee, di quegli sugli spalti, in tribuna o in panchina. Fatemi partecipare, io sento sempre questi due, uno dopo l'altro...basta, andate in sciopero fateci guardare una partita senza di voi". Lo afferma Beppe Grillo in un video pubblicato su facebook nel corso della partita Belgio-Giappone dei Mondiali di Russia. Parole, quelle dell'ex comico, che mettono nel mirino Mediaset, che ha i diritti sui Mondiali 2018.