L'Inter e gli ultimi "dispetti" dei WandaIcardi

Icardi prende il «7», il numero storico di Sanchez, per il quale si prova a chiudere con lo United

Parte ultima (lunedì, ore 20:45 vs Lecce) sperando di arrivare prima: l'Inter si prende 2 giorni di lavoro in più sulla Juventus che debutta stasera e Antonio Conte spera di sfruttarli per risolvere alcune delle grane che lo perseguitano dal primo giorno in nerazzurro. Ieri, all'ora di Inter-Lecce, allenamento a San Siro per riprendere confidenza con le luci dello stadio amico e solito copione: finché si corre e si fa ginnastica, si sta tutti insieme; quando si gioca a pallone, Icardi va da un'altra parte.

E così sarà anche lunedì sera: la squadra in campo, a inseguire la prima vittoria dell'anno e lui non convocato a guardare la partita da casa (quella vecchia), a meno che non decida di alzare ulteriormente la pressione, presentandosi allo stadio. Resta da capire (ma pare di no) se ha ricomprato il box in tribuna vip che ha sempre avuto negli anni da capitano. Difficile pensare che si sieda "normalmente" in tribuna, tra tifosi e dirigenti. Improbabile per tutti, non per Wanda che ieri all'ora di pranzo ha dato un'altra bella martellata social, postando una foto di sole wags nerazzurre scattata la sera prima, al 22esimo compleanno di Martinez. Con commento sibillino: «Un altro anno insieme». Boom aspettando il debutto a Tiki Taka, 24 ore prima del debutto di Conte. Ri-boom?

Del resto, uno che a 26 anni per l'Inter ha segnato 124 gol in 6 stagioni, perché non dovrebbe sperarci di giocare ancora, se sente dire che il suo club sta trattando un attaccante 31enne che l'anno scorso ha segnato 2 gol (e 11 quello prima) ed è disposta a dargli anche 9, forse 10/11 milioni di stipendio netto? Pensava, Marotta, di fare a metà con lo United dei folli 16 milioni che il contratto in essere garantisce ad Alexis Sanchez fino al giugno 2022, ma pensava male. Perché gl'inglesi non vedono sì l'ora di sbarazzarsi del cileno, ma non vorrebbero nemmeno pagare troppo per farlo. Un po' sì, ma non troppo. Si tratta e magari da qui a lunedì, mentre si gioca in Italia e in Inghilterra, l'accordo si trova e Conte avrà finalmente il suo secondo centravanti.

Intanto, Icardi resta. Resta all'Inter e resta una grossa grana, nonostante l'inserimento nella lista ufficiale di giocatori da utilizzare in campionato (non potrebbe essere altrimenti, pena conseguenze legali) e il numero 7 per il momento «bruciato» a Sanchez.

Napoli è un'opzione ancora aperta (certo non alle condizioni di ADL, Milik non interessa: c'e anche l'Inter da accontentare, non solo il giocatore), ma prima deve sfilarsi completamente la Juventus, che a Wanda dice invece di tenere duro. Perciò Icardi continua a dire di volere sempre e solo l'Inter, perché non può dire di volere solo la Juventus. Dybala sarebbe la soluzione, ma forse è ormai il caso di cambiare il tempo verbale: «sarebbe stato» suona meglio, anche alla luce dei problemi bianconeri e dell'impiego di stasera nella prima di Sarri senza Sarri. O forse no, chissà: il 2 settembre è ancora molto lontano