L'Inter non può guardare avanti senza Icardi

«Non mi risulta che Josè Mourinho sia venuto qui a chiederci Icardi. A me non l'ha chiesto. Ha fatto una visita e niente di più. Sono voci che girano per giustificare la sua presenza a Milano ma Mauro è un punto fermo, resta qui». Se la cosa quieta i tifosi, ecco la risposta del ds Piero Ausilio. L'Inter ha bisogno di terra sotto i piedi dopo aver fluttuato una notte fra le stelle.«Quando le cose non vanno bene tutte le partite diventano complicate e difficili. Per noi era importante vincere per non staccarci troppo dal terzo posto. Il gruppo è formato da ragazzi splendidi, amareggiati per il periodo che stiamo passando ma ne usciremo tutti insieme». Il commento del Mancio che riapre gli occhi e scopre che alla 26ª giornata ha 12 punti in più rispetto alla scorsa stagione. Non è male per una squadra alla ricerca di una identità, con un organico robusto e un futuro tutto da scrivere. Non con Josè Mourinho che ha tenuto a precisarlo senza che ve ne fosse bisogno. Va allo United dopo essergli stato dietro per una vita e Manchester avrà le panchine più care del mondo, lui 25 milioni a stagione, Guardiola 20 al City.

Vuole Miranda e Icardi, ma dai! L'unico segnale lo ha dato Wanda Nara, moglie di Maurito, che sabato sera si è messa disciplinatamente in fila per ricevere l'autografo dello Special. Il resto non lo decidono nè Icardi, nè Mancini, nè Thohir, e neppure il terzo posto in campionato. Se l'Inter vuole tornare a contare non può nutrire dubbi su Icardi. Non è solo il capitano ma l'unico killer della serie A. Undici gol con quello di sabato sera alla Sampdoria su 19 tiri in porta. Il dialogo all'osso fra lui e Mancini è una leggenda metropolitana, non si è mai visto un tecnico che mette in campo una squadra più debole di quanto potrebbe. Mancini lo stuzzica ma gli ha dato la fascia, Maurito non è solo una prima punta da area di rigore, il gol del 3-0 alla Samp lo ha visto partire da centrocampo, quaranta metri palla al piede e conclusione chirurgica, ma non è solo questo, piuttosto è misterioso certo scetticismo che lo circonda. Icardi non deve guadagnarsi la stima di Mancini. Forse non è ancora entrato nei cuori della tifoseria più calda, quella che trascina il resto dello stadio, forse Maurito paga certe esuberanze passate e storie che non hanno niente a che vedere con l'Inter. E quando dice di essere servito poco crediamogli perché è assolutamente vero. Alle 20,45 di domenica sera va in casa della Juventus e improvvisamente il risultato è meno scontato di altre vigilie.