L'Italia sa solo vincere Tra luci e ombre ha l'Europeo in tasca

In Finlandia decidono Immobile e il rigore di Jorginho: sesto successo su sei nel girone

Gli undici metri più importanti della storia del girone. Jorginho non fallisce il penalty che di fatto mette in discesa la marcia dell'Italia verso l'Europeo. Quello di Tampere era l'ostacolo più duro, merito dei finnici - sconfitti solo dagli azzurri - e colpa delle altre antagoniste crollate per strada da marzo a oggi (vedi la quotata Bosnia, con il ct Prosenicki che si è dimesso dopo il ko in Armenia). L'Italia lo supera con le solite difficoltà anche se meritatamente guardando a quanto creato dal punto di vista offensivo.

Con l'Europeo ormai in tasca (mancano di fatto 4 punti da prendere a ottobre tra Grecia e Liechtenstein, ma potrebbero bastarne anche meno), manca ancora qualcosa agli azzurri per poter essere stabilmente tra le prime 5 nazionali del continente, come si augura Roberto Mancini. Innanzitutto la capacità di «azzannare» la partita, specie quando si domina a lungo e si creano numerose occasioni da rete. La condizione di forma, a settembre, è quella che è, ma rispetto all'Armenia abbiamo visto per lunghi tratti i giusti movimenti della squadra. Mancini deve fare i conti con infortunati ed elementi non al top e ieri a Tampere anche con l'infortunio di Emerson, giocatore chiave dal punto di vista tattico per applicare quella difesa a tre e mezzo che è la nuova strada del calcio moderno.

Dopo venti minuti di apnea, con un solo vero rischio per Donnarumma, l'Italia prende il pallino del gioco senza riuscire però a mettere ko gli avversari. L'Italia mostra di avere valide alternative a giocatori magari giù di tono o infortunati eccellenti. Basti pensare ad Acerbi, ottimo partner di Bonucci (91° gettone azzurro come Del Piero, entra nella top ten di tutti i tempi), che mette la museruola al temuto Pukki, che timbra il cartellino solo con il rigore «regalato» da Sensi. Già, il centrocampista dell'Inter - per una sera insieme al compagno di squadra Barella con il quale fa staffetta in nerazzurro - che commette un solo pesante errore grave, rischiando di inficiare la sua buona prestazione. Per il resto l'altro dato positivo è il ritorno al gol in azzurro dopo due anni di Ciro Immobile. L'ultimo sorriso in quell'Italia-Israele del 5 settembre 2017 a Reggio Emilia, era Ventura, e anche allora l'attaccante laziale segnò di testa. Nella serata finlandese nella quale Mancini lo schiera un po' a sorpresa titolare, lui ripaga la fiducia mettendo a disposizione della squadra (dote che al ct piace molto) e si mantiene nel radar di Mancini come alter ego di Belotti.

Le gerarchie in azzurro sono ancora sovvertibili: nella lista dei 23, almeno in 18 sembrano sicuri, ma ora gli esperimenti per ingressi in extremis potranno andare avanti senza patemi. Intanto il ct si gode la sesta vittoria su sei nel girone, mai così facile (la settima consecutiva se si considera anche l'amichevole con gli Usa, prima di lui Vittorio Pozzo, Ferruccio Valcareggi e Giovanni Trapattoni) e comunque le buone indicazioni di una Nazionale che continua a crescere.