Il Lombardia, ultima spiaggia o ciliegina sulla torta

Per qualcuno è l'occasione per dare un senso alla stagione, per altri di renderla memorabile

È un po' come quegli alunni che arrivano a giocarsi tutto all'ultima interrogazione: o la va o la spacca. Spesso sono anche bravi ragazzi, con numeri e attitudini da vendere, ma per una ragione o per l'altra arrivano sempre con il fiato corto e una lama che pende sulla loro testa. Stessa cosa succede a molti corridori di talento e non, che arrivano a fine stagione con l'obbligo disperato di portare a casa un risultato che dia un senso alla propria stagione. Il Lombardia, che si corre oggi, è un po' così: l'ultimo esame prima della ricreazione. Prima di riporre i libri in un cassetto.

Tempo di Lombardia e di foglie morte. Tempo di classica Monumento la numero cinque - che vale tanto per molti. Per i grandi campioni come Primoz Roglic, il numero uno di stagione, terzo al Giro d'Italia, primo alla Vuelta España, protagonista di una stagione semplicemente strepitosa arricchita da 13 affermazioni, due negli ultimi giorni: Giro dell'Emilia sabato scorso e Tre Valli martedì. Il Lombardia sarebbe la classica ciliegina sulla torta.

Un pensierino lo fa chiaramente anche il 22enne colombiano Egan Bernal, vincitore giovedì del Gran Piemonte e trionfatore al Tour de France. Poi c'è il sempiterno Vincenzo Nibali, lo Squalo dello Stretto, che alla soglia delle 35 primavere e con due Lombardia in bacheca insegue il sogno di un magico tris.

L'ultima fatica prima del liberi tutti e dei conti finali, che per noi italiani non sono poi così male. Elia Viviani è stato anche quest'anno una garanzia: 11 vittorie, più la maglia biancostellata di campione d'Europa. Siamo tornati a vincere una classica Monumento con Alberto Bettiol, che la scorsa primavera ha fatto suo il Giro delle Fiandre. Abbiamo sfiorato il colpaccio alla Liegi con quello che poi a giugno si è laureato campione d'Italia, Davide Formolo, mentre Vincenzo Nibali ha chiuso il Giro d'Italia secondo alle spalle dell'ecuadoriano Richard Carapaz. E poi ci sono le tappe al Giro e al Tour, le sei maglie rosa di Valerio Conti e i due giorni in giallo di Giulio Ciccone.

Alla fine e per finire, una medaglia d'argento iridata preziosa quanto l'oro. Un secondo posto con Matteo Trentin, che torna oggi a correre, per inseguire Il Lombardia. È certo, il trentino non si farà trovare impreparato.

Commenti

Gianca59

Sab, 12/10/2019 - 16:55

Tanti bei nomi di italiani alla ricerca di una vittoria per dare un senso alla stagione ma nessun pervenuto.....