Lorenzo, il fuoriclasse uscito da un serbatoio

Pareva bollito, la Ducati lo ha accontentato con modifiche, ora stravince e vuole il titolo

Al ventesimo modello di serbatoio, gli occhi gli si sono illuminati. Se non amore a prima vista, è stato amore al primo giro di pista. È successo al Mugello 15 giorni fa. Jorge Lorenzo ha capito che finalmente avrebbe guidato comodo come piace a lui e che il puzzle dei molti e troppi cambiamenti richiesti alla sua Ducati in oltre un anno era completato. E ha iniziato a vincere. L'ha fatto in casa nostra e casa del compagno Dovizioso e l'ha rifatto ieri a casa sua, a Montmelò, dopo la pole del sabato. Dietro di lui il leader del campionato Marquez, «dal ritmo che aveva ho capito che era meglio accontentarsi...», e Rossi, secondo nel mondiale «sono felice perché puntavo al 4° posto ma la caduta di Dovi mi ha consegnato il quarto podio dell'anno e il terzo posto consecutivo». Perché il Dovi è finito a terra a 16 giri dalla fine. Ora i due compagni Ducati sono 7° e 8° a parità di punti, 66. Solo che Jorge è come il tennista che ha salvato tre set ball e adesso non si ferma più; mentre Andrea appare quello che aveva il trionfo in pugno e gli tocca sudare per tornare in partita. «Rientrare in Italia con un altro zero è devastante... non ne avevo per stare coi due avanti, ho esagerato». D'ora in poi sarà una Rossa ad alta tensione.

Consegnando a Giorgio, come lo chiama lui, il ventesimo modello di serbatoio, l'ingegner Dall'Igna, il papà di questa meravigliosa Ducati, ha notato gli occhi luminosi di Lorenzo e capito che da quel momento sarebbero state gioie e dolori. Perché il martello maiorchino era tornato e però se ne sarebbe andato. Colpa dell'impazienza di entrambe le parti, colpa anche delle parole. In estrema sintesi: alla vigilia della gara italiana, l'ad Ducati Claudio Domenicali aveva fatto intendere quel che già si pensava da tempo nell'ambiente e che la costosa storia d'amore (12 mln l'anno) sarebbe finita per reciproche insoddisfazioni. «Jorge è un grande pilota che non è riuscito a trarre il meglio dalla nostra moto», le sue parole. E l'iberico aveva subito risposto «io un gran pilota? No, io sono un campione». Parole sentitissime, che anticipavano il divorzio ma non il futuro approdo del ragazzo alla Honda di Marquez. Ancora ieri, nel siparietto tra Giorgio e Vale che ha sancito la stima ritrovata fra i due, si è capito quanto il primo se la fosse legata al dito. Quando è stato chiesto a Lorenzo se con la Ducati di oggi anche Rossi vincerebbe, ha risposto che sì, «certo, quella era una Ducati più complicata e poi Valentino è un gran pilota... scusate... volevo dire un campione». Gioie e dolori dunque, in casa Ducati. E tutto per «colpa» di un serbatoio.