L'Uefa decide la maxi stangata: per il Milan addio Euroleague Ma in settimana la svolta societaria

Arriva la settimana che può cambiare il destino del Milan. Per le prime ore del pomeriggio di oggi è prevista la notifica della sentenza della camera giudicante dell'Uefa sul financial fair play: di solito a Nyon hanno l'abitudine di avvertire i diretti interessati qualche ora prima di pubblicare sul sito la decisione. I pronostici sono tutti dello stesso segno, fatti uscire dall'Uefa attraverso diversi canali istituzionali e non: sarà stangata. La previsione più accreditata è la seguente: un anno fuori dall'Europa league con l'impegno a verificare nella stagione successiva l'avvenuta modifica dello scenario societario con l'aggiunta di una multa da 30 milioni che vuol dire una specie di mazzata cosmica, sottraendo infatti al bilancio rossonero già magro di suo oltre 50 milioni. A quel punto il ricorso al Tas di Losanna diventa indispensabile nella speranza che nel frattempo il quadro azionario del club sia diventato molto più chiaro e affidabile.

Già perché nel frattempo le novità più incoraggianti per il Milan e il popolo dei suoi tifosi devono arrivare, in settimana, da New York dove sono al lavoro da una parte la delegazione di Yonghong Li, dall'altra due banche d'affari e due gruppi dell'imprenditoria a stelle e strisce interessati ad acquisire la maggioranza del club. Il piano del cinese, al fine di limitare al minimo i danni economici del proprio investimento, prevede uno sviluppo particolare. Quale? Facendo subentrare il socio americano con una quota del 30-40% subito, promettendogli la maggioranza nei mesi successivi e nel frattempo provando a monetizzare la sua percentuale con la quotazione alla borsa asiatica, che è poi il vecchio progetto originario del quale si son perse le tracce. A dare ascolto alle notizie provenienti dagli Usa il gruppo identificato nell'italo-americano Rocco Commisso, già intervenuto nel soccer di New York, è quello partito in grande vantaggio e che, grazie ai buoni uffici di Goldman Sachs, è in procinto di arrivare al closing dell'intesa. A marcare la differenza in milioni di euro (circa 150) con Richetts, la famiglia che ha espresso l'interesse ufficiale all'acquisto attraverso una nota di una agenzia di comunicazione italiana, c'è anche la valutazione del marchio Milan che secondo taluni uscirebbe ridimensionato anche dalla stangata dell'Uefa. Sullo sfondo della vicenda resterà a osservare il fondo americano Elliott nell'attesa dell'appuntamento del 10 luglio quando gli dovrà essere restituito il prestito dei 32 milioni.

Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Mar, 26/06/2018 - 16:38

secondo me dopo la rubentus abbiamo anche il miladri!