Juve, obiettivo 102. Poi toccherà a Conte non trovare più alibi

Il dubbio: vado perché non ce la faccio o resto e ci riprovo Non bastano più i primati italiani per un anno da Signora

Centodue punti come salvagente per aver fallito la stagione europea e come suggello della fantastica cavalcata italiana. Chi si accontenta... Non tutti i tifosi juventini hanno accettato la strategia di Conte: tutto sull'Italia e pazienza per l'Europa. Troppo ristretto l'orizzonte di un tecnico esasperante per lo spogliatoio, appagante per l'occhio e la pancia del tifoso finchè non ha rimediato figuracce in coppa. Da qui i dubbi del tecnico: difficile confrontarsi con una realtà tanto schiacciante e inquietante. Conte non fugge, semmai cerca alibi, ma intanto se la dovrà vedere con Agnelli. Appuntamento in settimana, però se date un'occhiata intorno capirete che, per il tecnico, sarà difficile pescare la panchina di un'altra squadra di valore. Quindi meglio restare e rivedere progetti, propositi e timori. Conte e la Juve hanno riavviato il dialogo cercando di capirsi. Il tecnico ha tolto valore a squadra e ambizioni dicendo: con questi, in Europa non facciamo strada. Un club di blasone e rango dovrebbe dichiarare inaccettabili parole e propositi così dequalificanti.

Ma a Torino tutto passa e va. Buffon, Tevez e Pirlo si sono schierati con il tecnico. Facendo finta di non aver capito bene, la società è pronta a garantire rinforzi: Mandzukic, il croato scaricato da Guardiola, Cuadrado, Di Maria e Sanchez. E magari qualche nome per la difesa: Hummels (Borussia Dortmund), Coentrao (Real Madrid). Tornerà di moda la candidatura Guarin, ora che l'Inter l'ha messo sulla bancarella. Tutto per togliere alibi al tecnico e costringerlo a dirla chiara: me ne vado perchè non ce la faccio, ho chiuso il ciclo. Oppure: resto per riprovarci. Magari un annuncio oggi a fine partita, insieme alla ufficiale conferma di Pirlo. Qualcuno vorrebbe abbonargli il cammino europeo, ancora una volta all'insegna del: vada come vada. Ma sarebbe un suicidio mediatico e idea contro natura. La Juve ha sempre avuto rapporti controversi con le coppe europee, ma non può astenersi dal puntare almeno a una semifinale di Champions. Simeone ha dimostrato che si può, Siviglia e Benfica hanno fatto venir la guancia rossa a qualcuno.

E allora ben vengano i centodue punti per sentirsi squadra da record del campionato italiano. Non parliamo di storia, perchè nella storia la Juve c'è già e per glorie e imprese ben superiori ad un primato pur assoluto, così difficile da acchiappare, ma in una stagione così desolante: condotta ad andatura folle dalla Signora degli scudetti, però con compagnia di lumache al seguito. La Roma ha mantenuto alta la dignità, le altre molto meno. Fra l'altro sarebbe record d'Italia, non proprio d'Europa. Nella stagione 2001-2002 il Celtic ne conquistò 103 fra regular season e play off: stesso numero di partite ma gestite con diversificata continuità. Quindi qualcuno ha giocato con i numeri per infilare alla Signora questa eventuale maglia da record europeo, che con la sola regular season appartiene al Benfica con 101 punti.

Torino oggi festeggia, e spera di godersela con tre punti in più. Contro il Cagliari non sarà così difficile. Poi via alla festa, al trionfale giro per la città, pullmann scoperto, sventolare di bandiere, urla, guizzi e ghiribizzi: tutto quanto fa scudetto. In campo i migliori tranne Chiellini e Vidal per conquistare la vittoria casalinga numero 19 che segnalerebbe un altro record: in casa solo successi.

Ieri Conte ha fatto ancora l'auditore ed ha lasciato parlare i medici. Juve da podio anche nel conto degli infortuni, hanno raccontato. «Da 13 anni raccogliamo i dati con il settore medico Uefa. Siamo tra le squadre che ne hanno avuti di meno. Preparazione e di attenzione diminuiscono gli infortuni. E non c'è logorio fisico nella rosa». Un alibi in meno per i lamenti dell'allenatore.