Manolas fa harakiri E la Sampdoria ride

Un autogol del greco nel finale punisce la Roma ben oltre i suoi demeriti. Per Garcia aria di crisi

Se non è crisi, poco ci manca. Dopo il pareggio casalingo contro il Sassuolo, la Roma cade al Ferraris contro una Samp non bella ma cinica. Già perché la Roma le ha provate tutte per vincerla ma raccogliemolto meno di quanto semina. Tanto possesso palla, tante mischie ma davvero poca concretezza. E così Garcia, accusato di troppo turn over domenica scorsa, finisce davvero nel mirino anche se a Genova schiera tutti i titolari e il tridente pesante con Dzeko, Salah e Iago Falque.

A godere è però Zenga, con un super Eder sempre più capocannoniere che fa volare i blucerchiati. Il tecnico blucerchiato mostra subito la sua voglia di vincere con il talento argentino Correa dal primo minuto dietro al tandem Eder-Muriel con Soriano che arretra a centrocampo. Samp offensiva ma soltanto in teoria. Dopo una prima fase combattuta la situazione tattica è chiara: possesso palla in mano alla Roma e blucerchiati che si difendono con ordine e provano a ripartire in velocità con gli scatti di Eder e Muriel. Dzeko sembra ispirato, Iago e Salah molto meno e il più pericoloso è Pjanic con le sue botte da fuori. Muriel ed Eder fanno paura e proprio l'italo-brasiliano si becca un giallo per simulazione, dubbio contatto con Manolas, sul finire del primo tempo.

Amarezza per il nazionale di Conte, fresco di rinnovo con la Samp fino al 2020. Ma la gioia è dietro l'angolo. Minuto numero 4 della ripresa, punizione di poco fuori area, gioco a due con Fernando e palla nell'angolino. 1 a 0 e Marassi in festa, grazie anche ad una barriera piazzata malissimo da De Sanctis.

Reagisce la Roma, sempre su calcio piazzato ma sulla botta di Pjanic deviata dalla barriera Viviano è super e respinge. Ma se sullo 0 a 0 la Roma cercava di fare gioco e la Samp puntava sul contropiede, dopo il vantaggio blucerchiato, tutto è ancora più accentuato. Roma arrembante e Doria chiuso sotto la linea della palla pericoloso sulle ripartenze.

Garcia manda in campo anche Gervinho ma a togliere le castagne dal fuoco di Garcia è ancora una volta Salah. Dopo l'ennesima mischia in area blucerchiata, Pjanic offre un pallone d'oro per l'egiziano che non sbaglia. Roma che ci crede e prova a vincere la partita, brividi per De Sanctis con la scheggia Muriel che sfiora il colpaccio con un tiro a giro. Ma è solo un'illusione. A 12' dalla fine entra l'ex più atteso, Antonio Cassano. Sovrappeso e fuori condizione, regala comunque qualche tocco dei suoi e mette lo zampino sulla ripartenza decisiva. Eder, ancora lui, va all'uno contro tutti, tiro sporcato e Manolas combina la frittata mandando nella sua porta. E Ferrero, romano e romanista, fa partire la festa in tribuna. Mentre Garcia vede i fantasmi.