Marc & Alex Marquez, motomondiale prigioniero di due dittatori col sorriso

Il campione Motogp ieri ha tolto a Doohan il record di pole. Il più giovane è leader Moto2

Cinquantanove. Come le pole totali conquistate da Marc Marquez nella classe regina, la MotoGp. È record: in un sol boccone, come uno squalo, Marc ha inghiottito pure l'australiano Mick Doohan che quel primato deteneva, anche se prima aveva due tempi in meno e si chiamava classe 500. Si conferma ancora di una altro pianeta lo spagnolo della Honda, che detiene anche il primato assoluto di pole nelle tre classi, 87, e che oggi partirà dalla prima casella nel Gran Premio d'Austria davanti al francesino Fabio Quartararo, primo delle Yamaha (con Vinales 4° davanti ad un ottimo Pecco Bagnaia, mentre Valentino è soltanto 10°), e alla Ducati di Andrea Dovizioso, terzo. «Marc ha un grande passo commenta il forlivese -, e proverà ad andare in fuga. Per lui sarà più facile vincere in questo modo».

Si preannuncia, quindi, un altro monologo dello spagnolo? Non è certo, ma è molto probabile visto lo strapotere di Marc Marquez. Di sicuro trova una buona compagnia nell'altro Marquez, il fratello Alex, che in Moto2 è in testa alla classifica (+33 punti sul secondo, Luthi) e da quest'anno si è messo a dominare le corse come fa il fratello. Con il quale si allena nella piccola Cervera, in Catalogna, e con il quale condivide un traguardo mai raggiunto da nessun'altra coppia di fratelli nel mondo delle due ruote: quello di vincere un titolo mondiale nello stesso anno, il 2014. In quell'anno, infatti, Marc vinse in Motogp, mentre nella Moto3 toccò al fratellino Alex. Prima di allora, soltanto una volta si erano visti due fratelli salire sul podio di una gara nello stesso weekend di moto. Bisogna tornare indietro di oltre sessant'anni, esattamente al 1951, quando i fratelli Alfredo e Albino Milani si aggiudicarono a Monza il Gran Premio delle Nazioni rispettivamente nella 500 e nella sidecar. Ed invece è già salito a sei, da Barcellona 2014 a Brno 2019, il numero delle volte in cui i Marquez hanno condiviso la vittoria nello stesso Gp: già questo dovrebbe dare il giusto riconoscimento ai traguardi ottenuti dai figli di papà Julià e mamma Roser Alentà. Eppure, siamo ancora all'inizio di quella che è una vera e propria dinastia Marquez. Perché una volta che Alex, il secondogenito, salirà di categoria, allora sì che saranno dolori per tutti gli altri. Magari, fratello compreso.

Ma l'accoppiata Marquez&Alex non è la sola e unica saga del panorama sportivo. La storia dello sport narra di grandi coppie di fratelli che, nello stesso periodo storico, hanno imperato nel loro ambiente. Si pensi alle sorelle Serena e Venus Williams, che in vent'anni di carriera hanno spesso dominato insieme le classifiche di singolare e doppio. Oppure ai croati Janica e Ivica Kostelic, vincitori di medaglie olimpiche e mondiali, nonché di coppe del mondo di sci alpino. Per non parlare degli Abbagnale, Carmine e Giuseppe, che però erano compagni, pluricampioni olimpici del canottaggio. Questione di famiglia.