Marciello assaggia la F1. Ma vien tristezza

Dal 2011 nessun nostro pilota nel Circus. A Raffaele un contentino di qualche giro

Raffaele Marciello, talento della scuola Ferrari

A Sepang c'è Lewis Hamilton davanti a tutti a fare il bello e cattivo tempo e c'è la Ferrari che con Raikkonen fa invece il tempo, secondo dietro l'inglese e con buon passo gara in vista del Gp di domani (7° Vettel, pasticcione e in testacoda). Per cui diciamo che la Rossa ne ha per far bene, per approfittare di stupidate altrui se il duo Mercedes dovesse cozzare, però non ne ha per stare davanti alle Mercedes. «Lotteremo con Williams e forse Red Bull» dice Seb.

A Sepang c'è anche e soprattutto Fernandone Alonso che corre tra i misteri che avvolgono l'ormai famigerato botto di Barcellona alle voci “salute dell'uomo” e “sterzo della McLaren”. Tanti misteri e dubbi e però una sola grande certezza: la sua monoposto la va minga . Lo spagnolo è infatti 16° a quasi 3'' da Hamilton e un solo decimo davanti a compagno Button. Però si consola: ultima e penultima sono le Manor che in Australia avevano fatto solo le ospiti nel paddock club. Nella terra di Sandokan, per la verità, ci sarebbe da essere felici per Raffaele Marciello giustamente orgoglioso del debutto appena avvenuto in F1, durante la prima sessione di libere, tredici giri al volante della Sauber motorizzata Ferrari e 13° tempo a mezzo secondo dal compagno Ericsson. Per cui non male per questo ventenne talentuoso appartenente alla nidiata della Ferrari Academy. Ci sarebbero gli estremi per far festa, ma il condizionale è d'obbligo perché viene comunque tristezza grande pensando che l'Italia dei motori debba stappare champagne e cospargersi di smile perché Sua Maestà la F1 e chi la governa ha concesso a un ragazzo dei nostri di assaggiare il prezioso asfalto. Comunque Marciello giustamente dice «sono felice. Ho svolto tutto il lavoro in programma, anche il team è soddisfatto». Tutti felici però sono tre anni che un pilota italiano non s'affaccia stabilmente nel Circus, ultimo in pianta stabile era stato Jarno Trulli.

A Sepang c'è anche il papà dell'ultima Rossa (e penultima, visto che l'aveva firmacchiata qua e là anche lui). Trattasi di James Allison, che parla chiaro ai microfoni di Sky, riconoscendo i meriti del suo pool, ma anche di chi l'aveva preceduto visto che c'era di mezzo pure lui. Dice che questa macchina «usa bene le gomme permettendoci di andare forte nei long run, sul passo di gara, che poi è quello che conta per far bene in corsa»; e dice che «l'unica differenza fra la SF15T» e la disgraziata F14T è che «i ragazzi in fabbrica hanno avuto il tempo necessario per lavorare sulla monoposto...». Sott'inteso, l'anno scorso a Maranello capirono subito che cosa andava fatto per risolvere in parte la situazione solo che nulla si poteva cambiare visti i regolamenti. E infatti aggiunge: «La progettazione della SF15T è iniziata un anno fa... i ragazzi hanno invece lavorato in tempi molto stretti sul motore...». Questione di gettoni sbloccati e possibilità di mettere mano alla power unit. Morale: «In Malesia non possiamo battere le Mercedes, ma nel corso dell'anno ci avvicineremo molto...». BCLuc

Tv: pole alle 10 Sky, diff. alle 13,55 Rai2. Domani Gp alle 9 Sky, diff. Rai1 alle 14,15