Marco Pantani, la leggenda: oggi il Pirata avrebbe compiuto 50 anni

Marco Pantani ha lasciato un vuoto incolmabile nel ciclismo. Il vincitore del Giro d'Italia e del Tour de France 1998 avrebbe compiuto oggi 50 anni ed è invece morto a 34 anni, il 14 febbraio del 2004

Cinquant'anni, oggi Marco Pantani avrebbe festeggiato il suo cinquantesimo compleanno. L'ex fuoriclasse del ciclismo italiano e mondiale era nato a Cesena il 13 gennaio del 1970 ed è morto, in tragiche e oscure circostanze, il 14 febbraio del 2004 a Rimini in una camere d'hotel a soli 34 anni.

Una carriera da urlo

Pantani è stato professionista dal 1992 fino al 2003, un anno prima della sua tremenda scomparsa. Il "Pirata" com'era soprannonminato nell'ambiente ha messo insieme 46 vittorie totali in carriera e fa parte di quel ristretto club di ciclisti riusciti a vincere nello stesso anno il Giro d'Italia e il Tour de France. Marco ci riuscì nel 1998, a 28 anni, eguagliando così formidabili colleghi del passato come Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merchx, Stephan Roche, Miguel Indurain e Bernard Hinault. Marco vinse anche la medaglia di bronzo ai Mondiali in linea del 1995 e può essere considerato il più grande scalatore della storia del ciclismo visto che nessuno come lui sapeva attaccare le salite.

Il lento declino

Il Pirata fu poi escluso dal Giro d'Italia del 1999 per doping, a seguito di un controllo che aveva messo in luce un valore di ematocrito al di sopra del livello del consentito. Da quel momento in poi la sua carriera va in calando, Pantani entra anche in depressione che lo poterà anche in contatto con la droga che gli sarà poi fatale nel 2004. Quella squalifica per doping fece clamore a livello mediatico ma non ha mai intaccato la figura di un fuoriclasse vero del ciclismo italiano che resterà per sempre nella storia di questo fantastico sport.

I dubbi sulla morte

Pantani fu trovato morto il 14 febbraio del 2004, nel giorno di San Valentino, in un albergo di Rimini e le cause del decesso sono riconducibili ad un overdose, una intossicazione acuta da cocaina e psicofarmaci antidepressivi, con conseguente edema polmonare e cerebrale. Mamma Tonina si sta battendo da quasi 16 anni per far venire a galla la verità sulla morte del figlio dato che in molti credono che in realtà Pantani sia stato ucciso.

Recentemente la madre del Pirata in un'intervista concessa a Mara Venier ha ricordato il figlio ed ha attaccato: "Io ho tanti dubbi. Sono sempre più convinta che me lo abbiano ucciso. Marco amava troppo la vita. Lui cantava al karaoke in casa fino agli ultimi giorni della sua vita. Era una persona tranquilla. Mi ha dato fastidio che ne dicessero di ogni su di lui. Per distruggere Marco bastava ferirlo nel suo orgoglio. Marco non ha mai accettato quella sua squalifica, perché accusato di doping. Quello era un esame sulla sua salute, non era il test per il doping. Quell'esame era richiesto da una legge voluta dai ciclisti. Perché certi ciclisti correvano con un certa densità del sangue che può causare problemi cardiovascolari".

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Commenti

tiromancino

Lun, 13/01/2020 - 13:10

Una morte, omicidio?, che ancora adesso si fatica ad accettare, soprattutto l'estromissione dal giro quando ormai era vinto per ematocrito alto,gli hanno fatto una porcata,per poi non rialzarsi più. Chissà se qualcuno continui a dormire con la coscienza pulita

jaguar

Lun, 13/01/2020 - 13:13

Mamma Tonina non deve avere nessun dubbio, Marco è stato ucciso, lo pensa la stragrande maggioranza degli italiani.

jenab

Lun, 13/01/2020 - 15:42

è stato ucciso!

Ritratto di dlux

dlux

Lun, 13/01/2020 - 17:06

Inizialmente mi stava antipatico. Subito dopo, però, ho dovuto riconoscere il suo grande valore ed era il mio idolo. Credo che dopo la sua morte il ciclismo italiano avrebbe dovuto fare una mossa radicale: chiudere per qualche anno. Pantani ha pagato per colpe non sue, ovvero, non solo sue. Il ricorso a sostanze illecite era generalizzato ed i medici sportivi più "bravi" erano quelli che riuscivano a farle passare inosservate. Qualcuno, in merito alla morte dei Marco, pensa ad un complotto: non lo so. So soltanto che per me il ciclismo è morto con lui.