Mascherano nella storia: ha fatto gol

Non aveva mai segnato in 319 partite col Barça. Glielo hanno fatto realizzare su rigore

J avier Mascherano è lo specialista dei calci di rigore al Barcellona. Non ne sbaglia uno. L'ultimo contro l'Osasuna. L'ultimo e il primo della sua storia in Catalogna. Dopo 319 partite e 285.788 minuti giocati con la camiseta blaugrana alla fine ce l'ha fatta, anche se malvolentieri. Lo hanno spinto al gesto eroico i suoi compagni di squadra, l'argentino è andato pigramente sul dischetto e ha provveduto a sbloccare il record.

Mai prima aveva segnato un gol, né su rigore, né tanto meno su azione, di testa, di destro, di sinistro, di spalla, o altro del suo corpo tozzo e tosto. Il gol non fa parte del suo curriculum. Agli atti risultano altri e rari eventi dello stesso jefesito, il capetto come lo chiamano quelli delle Pampas. Per esempio con la nazionale Argentina, ancora su rigore, a Trinidad e Tobago, avesse detto. Con il Liverpool, nel febbraio del Duemiladieci contro gli improbabili rumeni dell'Uniea Urzicena in Europa League. E dire che Mascherano si era presentato il 31 agosto del Duemilasei al popolo del West Ham, insieme con Carlos Tevez, come centrocampista dal futuro garantito. Così assicurava Alan Pardew manager dei martelli. Mascherano non gradiva l'aria inglese ma trovò le parole di Rafa Benitez che lo portò al Liverpool. Qui, per la cronaca, partecipò alla finale persa ad Atene contro il Milan. Era ancora un centrocampista, bravo ma lento comunque importante per tenere insieme la zona mediana del gioco.

Lo volle il Barcellona e qui era chiuso da Busquets. Approfittò dei guai fisici di Puyol e della malattia grave di Abidal per arretrare di domicilio, fu un'idea di Pep Guardiola che aveva capito i limiti di mobilità dell'argentino ma, al tempo stesso, la sua capacità di sentire le azioni di gioco, di prevederne lo sviluppo e di utilizzare quel cinismo tipico dei calciatori argentini. Mascherano si è così costruito la fama del piccolo capo, silenzioso ma prezioso, le sue sortite in avanti sono come la pioggia nel deserto, si limita al cosiddetto fraseggio ma ormai è in fase di declino. I tifosi catalani non lo sopportano più, quando Mascherano entra in possesso di palla al Camp Nou si fanno il segno della croce, può accadere di tutto ma a favore dell'avversario che vola via come una volpe mentre il capetto resta ai blocchi di partenza.

Di certo mai nella storia del grande football si era visto un difensore, tra l'altro il più libero da impegni tattici asfissianti, così arido e avaro di gol, mai avvicinando il mostro Daniel Passarella (22 gol in nazionale e 35 in serie A tra Fiorentina e Inter). E, per completare la perfidia, i colleghi spagnoli hanno scritto che Javier Mascherano è tra i migliori cannonieri di questa stagione al Barcellona, infatti fa parte del gruppo che comprende Messi (49 gol), Suarez (32), Neymar (15), Arda Turan (13), Rakitic (8), Rafinha, Thiago Alcantara (7), Alcacer (7), Piqué, Denis Suarez, André Gomes (3), Vidal (2), Iniesta (2) e Mascherano (1). Olè.