Masiello ricomincia dall'Atalanta e dalle mense dei poveri

A fine mese scade la squalifica per lo scandalo-scommesse: il terzino famoso per l'autogol in Bari-Lecce riprenderà con la maglia nerazzurra, impegnandosi in un percorso di solidarietà accanto a don Resmini, il prete degli ultimi

Senza aver segnato caterve di gol, è comunque uno dei nomi più famosi del calcio italiano. A modo suo. Truccando partite scopo scommesse quand'era al Bari, arrivando a segnare nella propria porta lo storico e imperdonabile autogol nel derby con il Lecce, Andrea Masiello è ormai il nome di riferimento nelle inchieste che hanno portato alla luce il famoso scandalo.
Sono passati mesi, anzi anni, ed eccolo ora riaffiorare dal silenzio. Dal 13 gennaio, tornerà ad essere un giocatore dell'Atalanta, la squadra che senza sapere nulla dei suoi trascorsi l'aveva tesserato a pochi mesi dall'esplosione dello scandalo.
Adesso c'è anche l'ufficialità, data dalla stessa società nerazzurra con un comunicato stampa apparso sul proprio sito internet: "A partire da martedì 13 gennaio il calciatore Andrea Masiello riprenderà gli allenamenti presso il centro sportivo Bortolotti di Zingonia".
Non è una notizia inattesa. Da tempo si sapeva nell'ambiente che i vertici del club bergamasco, nelle persone di Antonio Percassi, Pierpaolo Marino e Stefano Colantuono, avevano intenzione di reintegrare il terzino di Viareggio, che a fine gennaio finirà di scontare la squalifica di due anni e cinque mesi inflitta dalla Procura federale per illecito sportivo .
Da martedì, dunque, Masiello sarà di nuovo a tutti gli effetti un calciatore dell'Atalanta. Ma non è detto che questa stagione la chiuderà a Bergamo: non è da escludere, infatti, un suo passaggio in prestito a qualche società di serie B per riprendere confidenza con quel calcio giocato che gli manca da molto tempo.
Il contratto del difensore toscano (inizialmente in scadenza nel 2016) era stato allungato fino al giugno del 2018, con lo stipendio abbassato al minimo sindacale, per una spesa annua del club intorno ai 40mila euro l'anno. Masiello ha percepito per tutta la durata della squalifica 2mila e 200 euro netti al mese.
Il ritorno non sarà comunque anonimo e banale: la società ha chiesto e ottenuto dal giocatore un sincero impegno in fatto di pentimentio e di riscatto, proponendogli un percorso di lavoro solidale al fianco di don Fausto Resmini, prete eroe che lavora sulla piazza bergamasca nel campo dei diseredati e degli esclusi. Masiello ha accettato di buon grado. Tornerà a essere calciatore di serie A, cercherà di tornare ad essere uomo fino in fondo, ricostruendo la propriadignità e la propria reputazione con un concreto lavoro tra gli ultimi.
Divisi, intanto, i tifosi. Chi proprio non lo vorrebbe mai più vedere su un campo da calcio, chi invece condivide l'idea di concedere la seconda possibilità, accompagnata alla solidarietà. La sensazione è che alla fine saranno però le partite e i risultati a decidere, come sempre: se Masiello riuscirà ad essere ancora un ottimo terzino, il perdono arriverà senza problemi. Per quanto penosa vicenda umana, è pur sempre una storia di calcio.