Max come Conte cercasi Tottenham per salvare la A

di Tony Damascelli

D ue settimane in crisi di astinenza. Da ieri di nuovo pallone, il campionato di calcio dopo il campionario del mercato. Parola d'ordine: riacciuffare la Juventus, progetto e sogno di chi insegue, direi da cinque anni. Le ultime immagini dal Qatar potrebbero gonfiare cuori e muscoli degli inseguitori, Allegri vive ore simili a quelle di Conte prima del Tottenham. Mezza Premier aspettava la sconfitta della capolista per riaprire i giochi ma la sostanza non cambia. Allegri sa benissimo che Doha non è stata una cosa seria, lo ha ribadito in conferenza stampa scaricando, però, la scarsa serietà sulla squadra e chiamandosi fuori dal giro. Stasera un ex milanista di poche parole e di grande sostanza prova a smazzare.

Roberto Donadoni sa benissimo che il Bologna dovrà fare i conti con la rabbia juventina ma poi c'è il campo, c'è il gioco, c'è anche il clima che rischia di congelare spettatori e idee. La Juventus sa di dover riscattarsi, è singolare che qualcuno, anzi molti, sostengano che Allegri schiererà un nuovo format di attacco, Dybala-Higuain con Pjanic alle spalle. Se così dovesse essere non vedrei la novità; Higuain era stato acquistato per affiancarlo a Dybala così come Pjanic era stato rilevato per assistere i due. Ma i giochi di carte, gli infortuni, le variazioni di schema hanno portato a una mescola non meglio definita. Comunque la prima verità dell'anno si conoscerà al termine della giornata, appunto dalla notturna di Torino.

Prima toccherà alla Roma mettere il fiato addosso alla capolista. Marassi e il Genoa sono trappole pericolose, lo sa proprio la Juventus che lì ha lasciato le penne. Ma lo stesso Genoa ha venduto Rincon e Pavoletti, che sono andati a rinforzare le grandi, dunque si dovrebbe ritenere che per la squadra giallorossa il compito sia meno arduo di un mese fa.

Se Allegri ha detto di voler restare a Torino, il suo sodale Spalletti non ha chiuso la porta a una eventuale partenza proprio verso la Juventus (lo escluderei a prescindere, il caso Capello resta unico e irripetibile). Roma cerca di capire se sia più facile costruire una squadra da scudetto o uno stadio nuovo. Per il momento il dilemma non trova risposte, Pallotta non le dà e Raggi nicchia.