#MeToo nel ciclismo Convocata in procura la figlia di mister X

Dopo l'intervista del padre al «Giornale», tra una settimana la Federazione ascolterà la ragazza

C'è la volontà di fare chiarezza, e soprattutto farlo nel migliore dei modi: su questo non ci sono dubbi. Il sentiment è chiaro: la questione #MeToo azzurro, nata dall'inchiesta condotta da il Giornale e dalla Gazzetta dello Sport, è sul tavolo dell'avvocato penalista Nicola Capozzoli, capo della Procura della Federciclismo, che pare essersi preso molto a cuore questa delicata questione. Martedì è stata la volta di Silvio Martinello, ieri a Roma si sono presentati Roberto Chiappa e il Ct azzurro Edoardo Salvoldi.

È passata solo una settimana dall'apertura del fascicolo contro ignoti sul #MeToo azzurro nato in seguito alle testimonianze raccolte dal nostro Giornale, che ha di fatto portato in Italia la questione sulle molestie fisiche e psicologiche nel mondo del ciclismo femminile, che era già scoppiato lontano dai nostri confini in seguito alla denuncia di 14 cicliste a un team manager belga e raccontata dal sito specializzato Cyclingnews lo scorso mese di giugno.

Fondamentale si è rivelata la testimonianza di Silvio Martinello, il quale nell'incontro dell'altro ieri ha ribadito di essere a conoscenza di «comportamenti non idonei o perlomeno inopportuni tenuti nel giro della nazionale».

Ieri, come ha anticipato la Gazzetta, è stato ascoltato in Procura Edoardo Dino Salvoldi, dal 2005 tecnico plurimedagliato dell'Italia femminile. Come ha avuto modo di spiegare ieri sul quotidiano sportivo italiano, «qui bisogna innanzitutto definire bene la terminologia. Non c'è nessuna denuncia da cui mi devo difendere», ha detto il ct.

Molto importante e preziosa pare essere risultata la deposizione rilasciata ieri pomeriggio da Roberto Chiappa, ex grande pistard negli Anni Novanta, il quale sempre a Il Giornale si era detto disponibile a collaborare nelle sedi opportune e con gli inquirenti per fare finalmente chiarezza su una questione che si trascina da troppo tempo. L'ex campione del mondo del tandem, che oggi è un apprezzato carabiniere, ha spiegato quanto ha visto e sentito in quattro anni trascorsi da tecnico azzurro della pista (2008/2012), a fianco del Ct Salvoldi. Un incontro iniziato attorno alle 17.15 (anziché alle 16) e durato all'incirca una quarantina di minuti. Anche in questo caso, al termine di questa intensa giornata di audizioni, tutti rigorosamente con le bocche cucite vista la delicatezza dell'argomento.

Martedì si sarebbe dovuta presentare a Roma anche la figlia del Signor X, il papà che il nostro giornale aveva intervistato salvaguardandone l'anonimato, e che aveva raccontato la storia di sua figlia, puntando decisamente l'indice sul giro azzurro: «Quello che ha raccontato Silvio Martinello nella sua intervista aveva raccontato a il Giornale - è solo la minima parte di un vero e proprio sistema azzurro che vedeva impegnati anche massaggiatori che testavano il terreno con ragazzine anche minorenni». Sua figlia è attesa davanti al capo della Procura della Federciclismo settimana prossima.