Mihajlovic sfida Sarri. L'amicizia, la malattia e la forza del pallone

I due si stimano: Sinisa tempo permettendo sarà allo Stadium per sfidare la corazzata juventina

Torino Nello stadio dove il 3 gennaio 2018 ha vissuto la sua ultima partita da allenatore del Toro, prima di essere esonerato in seguito al 2-0 patito nei quarti di finale di Coppa Italia, Sinisa Mihajlovic torna oggi a sfidare la Juventus. Lo farà alla guida del Bologna, compiendo un altro enorme passo avanti verso quella normalità che la leucemia ha provato a negargli. Se non pioverà, l'allenatore serbo siederà infatti normalmente in panchina: viceversa, se le condizioni climatiche dovessero essere particolarmente avverse, si accomoderà in un box e da lì osserverà i suoi ragazzi, chiamati all'impresa di provare a fare uno sgambetto alla lanciatissima Signora.

«Mi auguro che Sinisa sia in panchina, lo rivedrò molto volentieri», ha detto ieri Sarri. Il quale a inizio campionato, proprio contro il suo Napoli, era stato costretto a seguire il match dalla tribuna e non da bordo campo a causa della polmonite. I due peraltro si stimano davvero. E anche parecchio: non è un mistero infatti che, quando il serbo allenava la Samp, proprio l'Empoli di Sarri fosse la sua fonte ispiratrice. Al punto da chiedere ospitalità all'attuale tecnico bianconero per conoscerne metodi di allenamento e piccoli segreti. «Il Bologna finora mi è piaciuto tantissimo ancora Sarri -. È una delle squadre che recupera più palloni, tira più in porta e subisce meno conclusioni (soltanto 21 nello specchio della propria porta: nessuno ha fatto meglio, ndr): sono molto pericolosi».

Tutto vero. Come è però vero che la Juve non può dirsi troppo preoccupata, dall'alto di una rosa qualitativamente e quantitativamente senza eguali. Insomma: anche senza Douglas Costa e De Sciglio, vicini al rientro ma non ancora disponibili, i bianconeri restano di un altro pianeta rispetto a gran parte della concorrenza nazionale. Mihajlovic e il suo Bologna ci proveranno comunque e, del resto, partire da sfavorito ha sempre stuzzicato l'orgoglio del serbo. Il quale, presentando uno dei derby della Mole di cui era stato protagonista, si era lanciato anche in dichiarazioni forti, parlando di una «sfida tra popolo e padroni, tra passione e ragione». Qualcuno aveva apprezzato, altri no. E la sua avventura in granata non era terminata nel migliore dei modi: diciotto mesi conclusi con il quarto esonero in carriera dopo quelli di Bologna, Firenze e Milan. Poi, il miracolo bolognese della scorsa stagione e l'attuale avventura dai toni forti.

Comunque sia, la Juventus non farà sconti. Riproponendo il trequartista (Bernardeschi favorito) e piazzando Higuain (favorito su Dybala) al fianco di Ronaldo: «Per adesso giochiamo così, ma la squadra dovrà essere pronta anche a tornare al 4-3-3», ancora Sarri. Moderatamente soddisfatto e per nulla infastidito dallo scetticismo di alcuni: «Ci convivo da anni, quindi non mi influenza più di tanto. La classifica non ci interessa: dobbiamo dare continuità a prestazioni di buon livello e il risultato arriverà di conseguenza. La vittoria con l'Inter? I tre punti li abbiamo presi, adesso pensiamo al Bologna».