Milan cinese, rinvio sul closing, ​Berlusconi: "Problemi burocratici"

Silvio Berlusconi: "Le intenzioni sono di riportare il Milan ai livelli degli ultimi 30 anni e le impressioni avute sono buone"

"E' stato molto doloroso rinunciare al Milan, però l'ho sentito come un dovere, perché oggi nel calcio è cambiato molto, sono entrati i petroldollari. Un calciatore anche avanti di l'età lo si paga 94 milioni, quindi un singolo individuo, una sola famiglia non può pensare di mantenere e riportare, in questo caso il Milan, nell'Olimpo internazionale, perché gli investimenti sarebbero troppo elevati. Non è stato possibile fare come hanno fatto molti anni indietro il Real Madrid e il Barcellona, allora l'unica possibilità è stata quella di rivolgersi ai Paesi emergenti dove ci sono forti capitali e forti capitalisti". Lo ha detto il presidente del Milan, Silvio Berlusconi in una intervista a Sky, parlando della cessione del club rossonero. "Oggi con l'ingresso dei petrodollari una singola famiglia non può portare avanti una squadra come il Milan". "Per questo abbiamo pensato di rivolgersi a paesi emergenti dove ci sono capitali. Abbiamo provato con mr. Bee e poi è arrivata l' offerta di questo gruppo cinese, molto serio", ha aggiunto il patron rossonero. "Le intenzioni sono di riportare il Milan ai livelli degl ultimi 30 anni e le impressioni avute sono buone. Servono dei visti del governo cinese, ma abbiamo avuto rassicurazioni dell'esistenza di questi capitali", ha concluso Berlusconi.