Milinkovic fa volare in alto la Lazio

Doppietta del serbo e Immobile su rigore, Sassuolo ko. Inzaghi resta in zona Champions

Reggio Emilia - C'è una Lazio eccellente, lassù in zona Champions. Meglio dell'Inter, che al Mapei aveva perso, due mesi fa. I biancocelesti dominano il Sassuolo grazie alla doppietta di Milinkovic Savic, 9 gol in stagione, nessuno come lui fra i non attaccanti under 23 in Europa, tant'è che piace molto al Real Madrid. «Settanta milioni sarebbero pochi - spiega il ds Igli Tare - li abbiamo già rifiutati quest'estate. Dalla Spagna comunque non è arrivato alcun segnale. Se ci sarà, qualche cessione sarà solo per migliorare il gruppo o risolvere questioni economiche».

La questione neroverde si dipana rapidamente, neanche serve brillantezza, basta il cinismo della grande squadra. C'è la deviazione di Magnanelli, sul destro da fuori di Sergei, com'è scritto sulla sua maglia. Il serbo ha sempre un impatto fisico e tecnico, sulle partite.

Ci prova Berardi, per i padroni di casa, ritornati al rendimento della prima fase, con Bucchi in panchina. Con Iachini sono appena più pericolosi ma il parziale è di 3 punti in 8 gare. Sul campo principale del pomeriggio, la pietra tombale è disposta dall'arbitro, sul tocco con la mano di Peluso. Murgia è in area, la palla va sul fianco dell'esterno sinistro, adattato centrale per la squalifica di Goldaniga, e poi sul braccio. Si aiuta appena nel controllo ma non c'è volontarietà. È giusto che Manganiello segua il consiglio di Calvarese e vada a vedere le immagini. Capitan Magnanelli insiste: «Ha toccato prima il fianco». In questi casi non è mai rigore, quando c'è il contatto con un'altra parte del corpo, Immobile segna comunque dal dischetto il suo 32° gol in 32 partite stagionali. «Mi auguro vinca la Scarpa d'Oro - auspica Simone Inzaghi - la merita per come lavora».

La reazione della squadra marchiata Mapei produce una buona occasione per Babacar, che a Bologna aveva trovato la sua prima rete post Fiorentina, e la punizione di Berardi, respinta da Strakosha. Il tris arriva alla ripresa, cross di Felipe Anderson e testa di Milinkovic-Savic, in anticipo su Adjapong. Iachini chiede di giocare, arrivano opportunità per Babacar, Mazzitelli e lo stesso Adjapong, al rientro, il destro ravvicinato è respinto da Strakosha. Berardi già ammonito prova a involarsi, entra in ritardo su Radu: Manganiello non estrae il secondo cartellino, è richiamato dal Var e opta per l'espulsione diretta del talentino calabrese, che sembrava essersi ripreso con il gol al Torino. Di Biagio l'ha chiamato per lo stage, assieme a Politano, devono essere gli uomini salvezza dei sassolini, rimasti con tre punti sulla Spal. Le squadre tornano in parità per l'espulsione di Marusic, gomitata leggera ma evidente su Rogerio, alla prima da titolare. Inzaghi preserva de Vrij e Luis Alberto per la semifinale di coppa Italia con il Milan e in parte anche Parolo e Lulic. È una Lazio da triplete, ovvero Champions, finale di coppa (con lo 0-0, all'Olimpico è favorita) e almeno da quarti di Europa league, più forte della Dinamo Kiev. Peccato per le cessioni. «Per aprire dei cicli - chiosa Simone Inzaghi, che a giugno spera di trovarsi in A con il Venezia del fratello Pippo - bisogna trattenere i migliori. Ad agosto la società ha ceduto Keita, Biglia e Hoedt, li ha rimpiazzati bene. Conta che lo faccia sempre, per ogni cessione».