"Il mio segreto? Una password per non superare più il limite"

È la rivelazione azzurra: tre podi in coppa in otto giorni. "Mi hanno dato i codici per capire meglio me stessa"

Ama Napoleone, ma, in questa trasferta nord americana, dove si è presa i primi tre podi in carriera in otto giorni, somiglia più a Garibaldi. Sofia Goggia da Bergamo, l'eroina dei due mondi, quello della storia che sta scrivendo nello sci alpino, e quello della filosofia con cui affronta tutte le sue scelte. Difficoltà comprese: bambina prodigio a Schaldming 2013, sfiora il bronzo per pochi centesimi. Il circo bianco si accorge del mondo di Sofia, ma poi quella baby fa solo boom. E si fa tanto male: addio Giochi, altre operazioni al ginocchio. In tutto sono 4 in 6 anni. La cresta si abbassa, viene fuori il carattere. E lo stile, quello di una polivalente che si ritrova per varietà di risultati accanto a Compagnoni e Kostner, ma che, a 24 anni, dice chiaro «il sapore della tanta m che ho mangiato me lo porto dietro», e i paragoni con le superstar li tiene ben lontani. Semmai punta a ripartire da «dove eravamo rimasti» ed ora si lancia nel fine settimana (domani gigante, domenica slalom 10.30 e 13.30 diretta Tv Raisport ed Eurosport) sull'olimpica Kandahar Agnelli di Sestriere, terreno di gioco di tanti big, ma che per lei è una novità assoluta: «Non ci ho mai sciato», meglio così: anche nel Vermont, a Killington, primo podio della vita, la pista era un salto nel buio.

E invece hai trovato l'America, Sofia.

"Una sensazione bellissima che mi ripaga di tanti sacrifici. Ora devo gestire tutto, ma anche capitalizzare".

Questo significa fare di più o non esagerare come in passato dove era difficile frenarti?

"L'uno e l'altro. Significa sfruttare il momento perché vivo uno stato di grazia in cui tutto viene facile. Quasi non ricordo le operazioni alle ginocchia. Ma ora so che i limiti non vanno mai superati".

Che cosa ti aspettavi e che cosa no di questo tris col destino?

"Dopo quello che ho passato, io mi aspetto sempre tutto e niente: così non ho pressione. Il podio in gigante a Killington è stata un'esplosione di felicità. Il secondo posto in discesa a Lake Louise è stata una rivincita sul passato: su quella pista mi ero infortunata tre stagioni fa. Il terzo posto in superg ha un grande valore perché so di averlo conquistato anche sbagliando, motivo per cui ero felicissima, ma non pienamente soddisfatta".

Perfezionista

"No, realista".

Ora tocca scegliere fra tre discipline?

"No, basta farle tutte: farò anche la combinata. E lo avevamo già deciso prima: non si tratta di cambiare i programmi. Era nei piani che, riprendendo dal gigante, mi cimentassi di nuovo in tutto".

Dove senti di avere più margine di crescita quest'anno o in assoluto?

"Proprio nelle discipline veloci so di valere la top five. Con gli sci lunghi sono nella mia comfort zone".

Eppure in gigante eri già andata bene a Soelden col quinto posto

"Si, ma in gigante mi sento ad un gradino più basso, con possibilità di periodici exploit. La chiave è proseguire in gigante per rafforzare sempre di più la mia comfort zone in velocità. L'uno serve alle altre".

Come si fa a reggere un mucchio di gare?

"Impegnandosi, magari anche limando sui riposi. O meglio, nei giorni in cui non sciamo, non salterò il lavoro a secco. Lunedì per esempio rafforzamento muscolare e martedì lavoro anaerobico. In questo modo punto a mantenere brillantezza e a non perdere di tono. Chi fa polivalenza lo sa: allenarsi fra una gara e l'altra è quasi impossibile".

Dopo la scorsa stagione, finalmente senza intoppi, che cosa hai cambiato?

"In estate ho cambiato tutto. Concluso il pur prezioso ciclo di vita ed allenamento a Mantova, dove avevo lavorato con professionisti che mi hanno rimesso in piedi dopo le operazioni, sono tornata a Bergamo e ho conosciuto Mattero Artina, preparatore atletico con cui abbiamo impostato un lavoro variegato. E come se mi avesse cambiato tutte le password di accesso, dandomi una consapevolezza che prima non avevo. Ora so come lavorare alla ricerca del limite senza mai superarlo".

Come ti ha accolto la tua fida, Belle?

"È stato commuovente dopo molte settimane. Come Argo con Ulisse e un bel finale diverso: io resto sempre e lei con me".