Il Mondiale chiede a Bolt di salvare i resti dell'atletica

Fratelli talvolta coltelli. Oppure: come godersi un mondiale con la famiglia. Ma visto dalla pista, non dalla tribuna. Giochi di famiglia, ma non solo. A Mosca si vedrà di tutto e di più. E qualche chicca sarà da guinnnes. Una per tutte: i fratelli Jonathan e Kevin Borlee, famosi gemelli belgi dei 400 metri entreranno nella storia quando si allineeranno nella 4x400 insieme al fratello più giovane Dylan: sarà la prima volta di tre fratelli che gareggiano insieme nella stessa corsa in un mondiale di atletica. Borlee è famiglia sportiva che ha già un pedigrèe di successo: tutti bravi e medagliati. La sorella Olivia vinse argento olimpico 2008 e bronzo mondiale 2007 in staffetta. Per Dylan sarà il debutto mondiale, per Kevin la terza volta, per Jonathan la seconda. In famiglia resta il bronzo che Kevin conquistò a Daegu due anni fa.
Ma gemello pare sia bello, e in questi mondiali si sprecano gruppi di famiglia sulla strada della marcia: Joao e Sergio Vieira portoghesi della 20 km di marcia, i cileni Edward e Yerko Araya invece si divideranno tra 50 e 20km, le sorelle kazake Ayman e Sholpan Kozhakhmetova saranno nella 20 km. Eppoi, tra i saltatori le slovacche Jana e Dana Veldakova; i corridori neozelandesi Jake e Zane Robertson, i mezzofondisti algerini Imed e Abdelmedjed Touil per i 1500 m. e i 3000 siepi.
Gemelli o fratelli, comunque stessa famiglia, magari marchiata da nobiltà sportiva. A Mosca ce ne sono tre che contano: il francese Renaud Lavillenie, campione olimpico a Londra nel salto con asta, avrà con lui il fratellino Valentin. La tricampionessa olimpica (5000 e 10.000 m.) Tirunesh Dibaba vedrà la sorellina Genzebe nei 1500. E il tedesco re del disco Robert Harting avrà come compagno nel team tedesco il più giovane Christoph.
Dal Kenya Bethwell Birgen ci proverà nei 1500 metri, mentre Bernard Koech vuole il podio nella maratona. Luis Rivera il messicano quest'anno in cima alla lista dei lunghisti, sarà al debutto mondiale, mentre il fratello Edgar ci proverà nel salto in alto dove a Daegu finì al 26° posto delle qualificazioni.
Brutto a dirsi, ma così va il mondo e ritrovi fratelli (e sorelle) separati dalla bandiere. Il passaporto non vale più, contano i soldi. Eccone l'esempio: Mimi e Almensh Belete sono etiopi ma una rapresenterà il Bahrein, l'altra il Belgio.
Curioso il caso svizzero dove la gran parte delle donne che gareggiano sono sorelle: Marie e Laura Polli, due specialiste della marcia nate a Sorengo nel Canton Ticino, vicino a Lugano. Eppoi Aurelie e Fanette Humair nella 4x100, Lea Sprunger nella 4x100 con Ellen, la sorella più piccola, nell'Heptathlon. Buon divertimento.