Mondiali in Qatar, 1200 operai morti

La strage nascosta degli operai che lavorano per i Mondiali di calcio del 2022. Metà dei decessi per infarto

Immaginate di lavorare 16 ore al giorno con temperature che raggiungono 50 gradi all'ombra. Un inferno? Di sicuro non è facile. E molti ci restano secchi. Stiamo parlando dei cantieri per i Mondiali di calcio in Qatar, in programma nel 2022. Tra stadi, alberghi e grandi opere necessarie, fervono i preparativi nell'emirato. A lavorare da mattina a sera, con turni davvero massacranti, sono più di un milione di operai provenienti perlopiù da India e Nepal, ma anche da latri paesi poveri. Ad oggi sarebbero già 1200 le vittime per le difficili situazioni climatiche e lo sfruttamento. Morti soprattutto per incidenti e infarto. La denuncia arriva dai sindacati edili, FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, che insieme alla Bwi ed alla Fetbb, le Federazioni internazionale ed europea dell’edilizia, sono impegnati in una campagna di sensibilizzazione volta a promuovere il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori in Qatar. Sotto accusa la kafala, una sorta di "affido" in cui i lavoratori stranieri diventano come schiavi.

"Nei cantieri dei Mondiali - spiegano i segretari delle organizzazioni sindacali - continua a scorrere sangue innocente nel più assordante silenzio, e fino al 2022 il totale delle vittime potrebbe superare quota 4mila. Le nostre lettere - fanno notare - inviate mesi fa alla Figc e all’Aic non hanno avuto risposta, e nei giorni scorsi ne abbiamo inviata un’altra al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ed ai ministri Franceschini e Gentiloni. L’Italia non può assistere impotente a questo massacro, che rischia di trasformare una festa di sport come i Mondiali in una delle più grandi stragi di innocenti della storia".

Martedì 14 aprile, alle ore 11, a Roma è in programma un presidio con conferenza stampa presso la sede della Figc. La sera, invece, allo Juventus Stadium di Torino, ci sarà un volantinaggio. La campagna di sensibilizzazione va avanti anche sui social network. Diversi gli hashtag lanciati: #UnCalcioAllaSchiavitù è già sui social: UnCalcio AllaSchiavitù (Facebook) e ediliNONschiavi (Twitter).

Commenti
Ritratto di makisenefrega

makisenefrega

Dom, 12/04/2015 - 08:12

In Musulmania la schiavitù è legittima. Voi amici degli islamici ora non potete lamentarvi. Schiavitù, lapidazione di donne, impiccagioni di omosessuali, ecc. ecc. Voi siete complici di tutto questo, in nome del vostro buonista multiculturalismo. Tacete!

pastello

Dom, 12/04/2015 - 12:34

Che sciocchini, 16 ore al Giorno a 50 gradi, paghe da fame e il rischio di lasciarci la pelle. Venite da noi: pasti alla carta, piscina con acqua calda in inverno, aria condizionata, sigarette, telefonino ed ogni altra spesa pagate, cure mediche che gli italiani si sognano, corsi di ogni genere, gite, visite musei, abiti firmati, ed ogni possibile divertimento. Strano che la banda renzi-boldrini non abbia ancora pensato ad una campagna pubblicitaria. Questione di tempo.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Mar, 09/06/2015 - 14:24

Pensa te, in Italia un titolare di P. IVA deve lavorare almeno sei mesi prima di racimolare qualcosa per sostenere la propria vita privata, IMU, CANONI VARI, SPESE PER LA FAMIGLIA MOGLIE E FIGLI e quant'altro. Se non è schiavitù questa è perlomeno tirannia in virtù delle leggi approvate dai rappresentanti del popolo eletti suo malgrado. Perlomeno loro sono nei tanto pubblicizzati lidi tropicali che fanno schiattare di invidia il civilizzato HOMO SAPIENS OCCIDENTALIS.