Con il mondo sulle spalleil commento 2

di Benny Casadei Lucchi

Presi come siamo a controllare il pallottoliere della classifica mondiale per verificare se la Ferrari naviga ancora in buone acque o se le vittoria dell'uno o dell'altro la stanno spingendo in cattive acque, abbiamo perso di vista i perché della svolta di fine estate. Svolta alla voce “secondo pilota”, Felipe Massa. All'improvviso, dopo che da marzo a luglio si è più o meno a fasi poco alterne sempre detto che il brasiliano aveva giorni, settimane, mesi contati in sella al Cavallino, all'improvviso abbiamo cominciato a sentire Alonso smettere i panni di pilota per indossare spesso quelli di promoter del brasiliano. Il tutto con la Ferrari apparentemente in secondo piano a dir niente in materia. Un ruolo di promoter, quello dello spagnolo, aumentato man mano che tutto il peso del mondiale andava a gravare sempre più sulle sue spalle. Cioè proprio a fine estate, quando l'auto ha mancato quell'atteso, ulteriore, passetto in avanti.
D'altra parte, è chiaro. Tanto più dopo la gara di ieri. La Ferrari comunque strepitosa se paragonata a quella d'inizio stagione, seppur completa tecnicamente, seppur affidabile visto che - Grosjean a parte - lo spagnolo ha sempre concluso le gare, manca di velocità e prestazioni soprattutto in qualifica. Per cui è costretta a correre sempre in difesa. E la difesa è tutta sulle spalle di Alonso. E difendersi a trecento all'ora per due ore di corsa significa «calma e gesso» come direbbe il team principal Domenicali. Ma significa anche che il pilota deve fare gli straordinari ad ogni chilometro. Straordinari nel controllare i pazzi che ha intorno al via causa qualificazioni così così (13 volte 5°); straordinari nel tentare i sorpassi che purtroppo gli tocca fare con più frequenza rispetto ai rivali. Straordinari anche nel leggere la palla di vetro prevedendo ritiri altrui che non necessariamente continueranno. Tutto extra lavoro per Fernando che richiede extra attenzione da parte dei suoi datori di lavoro. Cioè la cortesia grande di non stressarlo emotivamente e psicologicamente lasciando intendere che l'anno prossimo gli metteranno accanto un Sergio Perez voglioso di dimostrare che è tanto bravo o un giovane Paul Di Resta che pinco palla non è per niente. Da qui, pensateci, la bocciatura urbi et orbis firmata Montezemolo del giovane messicano fra l'altro in orbita Ferrari e iscritto all'Academy piloti del team. Troppo giovane per la Rossa. Però giovane come lo era Hamilton quando esordì con la McLaren.
Per cui, abortito l'avvicendamento più logico fra gregari, cioè Webber al posto di Massa, che resti Massa è la preghiera dello spagnolo. Anche se fa qualifiche come quelle di Singapore. Con tutto il mondo ferrarista sulle spalle, Alonso è l'unico regalo che si aspetta.