Montella: "Milan, non mi hai dato tempo. I giocatori mi criticano? Solo alibi"

Montella ha ricordato la sua esperienza al Milan: "L'esonero? Ovvio che ci sia rimasto male. Era iniziato un progetto ed è stato interrotto in maniera poco giusta. Le critiche? A volte si cercano alibi per motivare le proprie scarse prestazioni"

La stagione 2017-2018 è stata la più negativa nella carriera da allenatore di Vincenzo Montella. L'Aeroplanino è stato prima sollevato dall'incarico dal Milan ed ha poi ricevuto un'offerta allettante dal Siviglia a fine dicembre del 2017. Peccato, però, che a qualche giornata dalla fine del campionato sia stato esonerato pure dal club spagnolo chiudendo così un'annata davvero da incubo e tutta da dimenticare. Montella, però, ha le spalle grosse e ai microfoni della Gazzetta dello Sport ha spiegato: "L'esonero? Ovvio che ci sia rimasto male. Era iniziato un progetto ed è stato interrotto in maniera poco giusta. Dove c’è un cambio di società e una rivoluzione di calciatori. Poi avevamo più di 10 nuovi e di tante nazionalità, di cui solo uno con una storia da Champions. La società non ha avuto pazienza. Credo invece che avrei meritato un po’ di tempo in più. Le critiche da parte dei miei ex giocatori? Io sono stato pure calciatore. A volte si cercano alibi per motivare le proprie scarse prestazioni. Ai miei tempi, invece, la vivevo sempre come una sconfitta e quindi pensavo di dover fare qualcosa in più".

Montella ha poi parlato del suo rapporto con Gattuso e del suo più grande rimpianto: "Il rapporto con Rino? Buono. Avrei preso anche io quella opportunità. Prima del mio esonero mi diceva sempre: "Non dire che è una squadra forte perché non è così". In effetti si erano create delle aspettative troppo alte, anche se la rosa non è sopravvalutata. È giovane, può crescere. L’obiettivo era la Champions e io ho cavalcato le aspettative. Certo, vederla fuori dalle Coppe è clamoroso. Non ne avevo mai avuto la sensazione, Penso che anche per l’Uefa sia stata una scelta dolorosa, perciò avranno avuto le loro motivazioni. Errori? Ne ho fatti, ma vanno sempre contestualizzati. Perciò rifarei tutto, anche andare alla Sampdoria o al Siviglia. In Spagna, ad esempio, abbiamo fatto benissimo in Champions e in Coppa del Re, pagando però nella Liga. Io ho una placida follia, perciò non mi reputo particolarmente fortunato. Forse dovevo essere più folle nella comunicazione col Milan. Avrei dovuto farla diversamente, invece ho seguito la società".

Commenti

afafdert

Lun, 02/07/2018 - 16:21

Montella è capitato in un gioco più grande di lui.Il sistema corporativo della confindustria pallonara(juve,roma,napoli,lazio,atalanta,torino,fiorentina) ha sfasciato il Milan finanziariamente e sportivamente attraverso gli juventini fassone e mirabelli,che hanno delegittimato montella per poi licenziarlo(tutto pianificato all'inizio del campionato),poi hanno chiesto ai loro amici all'uefa di finire il lavoro,escluderlo dall'Europa,dove premono per entrarvi sempre i padroncini di provincia.L'Italia ha 4 posti per la champions e 3 posti per l'europa league.Dei 4 posti per la champions 3 sono assegnati per "meriti" politici e arbitrali alla juve,al napoli e alla roma.Ne resta solo 1 in palio per meriti sportivi che l'Inter quest'anno è riuscita a raggiungere facendo i tripli salti mortali.Poi ci sono 3 posti per l'e.l. di cui 2 sono assegnati per "meriti" politici e arbitrali alla lazio e all'atalanta,ne resta 1 in palio che si giocheranno nei prox anni la fiorentina e il torino.