Morata-Mandzukic nella supersfida tra Atletico Madrid e Juventus

Sfida nella sfida tra Alvaro Morata e Mario Mandzukic. Gemelli diversi, due ex molto attesi, che nella stagione 2016/17 hanno anche condiviso insieme lo spogliatoio bianconero

Uno più giovane, più tecnico, più veloce, più elegante. L'altro più tosto, più esperto, più spietato, più potente. Atletico Madrid-Juventus è anche la sfida nella sfida tra Alvaro Morata e Mario Mandzukic. Gemelli diversi, due ex molto attesi, che nella stagione 2016/17 hanno anche condiviso insieme lo spogliatoio bianconero, formando spesso la celebre coppia "M2" tanto cara a Massimiliano Allegri. Lo spagnolo a fine gennaio è approdato alla corte di Simeone, dopo la parentesi altalenante al Chelsea.

Proprio lui, cresciuto nella cantera del Real, si trova ora a guidare l'attacco della squadra meno blasonata e meno ricca di Madrid. Fino ad ora ha collezionato 251 minuti con i Colchoneros, senza segnare alcun gol nelle tre presenze in cui è stato schierato. E il destino beffardo ha deciso di metterlo proprio al cospetto della "sua" Juventus, dove probabilmente si è espresso finora il miglior Morata in carriera. "Alvaro è un giocatore più da partite secche, molto molto pericoloso. Un elemento importante", ha detto il suo ex allenatore Allegri in conferenza stampa. Probabilmente ricordandosi la striscia record del 2015, dove l'attaccante classe 1992 andò a segno per cinque gare consecutive di Champions League con la maglia della Juventus, eguagliando il record di un certo Alessandro Del Piero. Ed è proprio la Champions che darà l'occasione a Morata di farsi rimpiangere, visto che nell'ultimo incrocio con i bianconeri, nella finale di Cardiff 2017, partecipò alla festa del Real Madrid entrando soltanto a un minuto dalla fine.

Di fronte si troverà una squadra agguerrita, impreziosita dall'arrivo di Cristiano Ronaldo, ma guidata anche dalla spavalderia dell'altro grande ex, Mario Mandzukic. In realtà l'attaccante croato ha disputato solo una stagione con l'Atletico Madrid, la 2014/15, dove segnò 20 reti in 43 presenze, proprio prima di essere acquistato dalla Juve. In rojoblanco non ha lasciato un ricordo indelebile, ma è riuscito a farsi apprezzare per le sue ben note caratteristiche di combattente. Un centravanti ideale per la filosofia "cholista", che non ha funzionato del tutto in una squadra che sembrava perfetta per lui, contro un attaccante che ha voglia di rivincita, che si esalta nelle partite ad eliminazione diretta e che ha un solo compito: spaventare la Juventus nella competizione più temuta.

Commenti

Silpar

Mer, 20/02/2019 - 23:08

la Juve ha beccato tre candele una annullata per tuffi di Chiellini la secondo l'arbitro non ci e' piu cascato malgrado i tuffi di Chiellini e Bonucci! i difensori della Juve non hanno giocato in Italia, e si vede, appena mettono fuori il musso beccano due/tre pere!!! ahahahahahahah godo come un verro!!!! A CASA GIOCATORI DI GOMITATE E TUFFI !!!!!!!