Da Moser a Aru quanti ventenni spingono l'Italia

Tira le volate a Cavendish, ma non consideriamo Matteo Trentin gregario: al più un apprendista campione, quello si.
Nelle categorie giovanili ha vinto non tantissimo, ma bene. Si è anche destreggiato tra pista e ciclocross, tanto da conquistare tre titoli italiani sui sentieri fangosi. In questo Tour tira Mark Cavendish (è il penultimo uomo), ma con la vittoria di Lione Trentin ha tirato una bella volata alla "meglio gioventù" del ciclismo italiano. Non siamo conciati da buttare, abbiamo tanti ragazzi interessanti ma serve un pizzico di pazienza. Qui al Tour, anche se al momento i risultati latitano, c'è Moreno Moser, nipote d'arte, 23 anni, una delle più belle promesse del ciclismo di casa nostra. Nell'allegra brigata di speranze anche Diego Ulissi, due volte campione del mondo juniores, con ampi margini di miglioramento. Enrico Battaglin, giovane rampollo della Bardiani Csf, quest'anno ha vinto una tappa al Giro: ha tutto per diventare il nuovo Moreno Argentin o se volete il nuovo Paolo Bettini. Dal Giro d'Italia è uscito il nome di Fabio Aru, giovane compagno di squadra di Vincenzo Nibali: a detta di Beppe Martinelli, direttore sportivo del corridore sardo all'Astana, tra qualche anno sarà uno dei più forti al mondo nelle corse a tappe. Poi Mattia Cattaneo, Giacomo Nizzolo e ci confortano atleti come Davide Vilella, ad un passo in questi giorni dal successo al Giro della Val d'Aosta, o il velocista Nicola Ruffoni, ancora dilettanti ma già con stimmate da campioni.