Muore il belga Lambrecht. Ormai il ciclismo è lo sport più pericoloso

Strana caduta durante il Giro della Polonia Aveva 22 anni. Quei decessi fra i corridori belgi

Una morte sospetta quanto misteriosa. Ieri pomeriggio, nel corso della terza tappa del Giro di Polonia, Bjorg Lambrecht corridore della Lotto Soudal, ha perso la vita a causa di una gravissima caduta nei primi chilometri di corsa. È stato rianimato sul posto e portato d'urgenza in ospedale. Alle 19.02 l'annuncio della morte sul profilo Twitter della sua squadra: «La più grande tragedia possibile. Riposa in pace Bjorg».

Una morte avvolta da mistero. C'è chi parla di caduta dovuta ad un malore, e chi invece solo e soltanto di un errore tecnico. Ma è lo stesso Czeslaw Lang, ex corridore professionista di buon livello e oggi organizzatore del Giro di Polonia a spiegare a Il Giornale: «È una cosa stranissima ci racconta mentre si sta recando all'ospedale da Bjorn -. La corsa era ancora in una fase molto tranquilla. Stavano procedendo a trenta all'ora, su una sede stradale appena bagnata dalla pioggia, ampia e larga, tutta dritta senza nemmeno una curva. Sappiamo solo che questo povero ragazzo è finito in un fossato. La cosa è ben strana. Si è sentito male? Forse. Si è distratto? Probabile. Non sono certo io che ho la possibilità di rispondere a queste domande, posso solo dire che ho il cuore a pezzi per quanto accaduto».

Una nuova morte che scuote il mondo del ciclismo e obbliga per lo meno ad un paio di riflessioni: le visite di idoneità che in molti Paesi d'Europa non sono così rigorose come da noi. E poi tutte queste morti in corsa, che rendono lo sport del pedale tra i più pericolosi in assoluto. E quel numero sproporzionato di corridori belgi morti per malori in corsa o nel letto di casa. Sono tutte coincidenze? Probabile.

Una morte che segue a quella di un altro ciclista belga di soli 23 anni, Michael Goolaerts, il quale perse la vita l'8 aprile di un anno fa durante la Parigi-Roubaix. E pochi giorni dopo fu trovato privo di vita nel suo letto il 25enne Jeroen Goeleven. Stessa sorte era toccata a Joren Touquet, morto all'età di 26 anni durante una vacanza a Tenerife, esattamente come era successo al suo compagno di squadra Daan Myngheer, morto a marzo 2016 dopo un arresto cardiaco nel corso di una gara francese. Morti che richiamano alla mente quella molto più famosa e iconica di Thomas Tom Simpson, baronetto della regina, campione del mondo '65, che perse la vita al Tour a causa di un malore il 13 luglio del 1967 lungo l'ascesa al Mont Ventoux.

Bjorn Lambrecht è probabile che nulla abbia a che vedere con questa storia. Era al secondo anno da professionista dopo un brillante percorso nelle categorie giovanili. Quest'anno si era piazzato sesto all'Amstel Gold Race, quarto alla Freccia Vallone ed era stato il miglior giovane al Giro del Delfinato, chiuso al dodicesimo posto. Ieri pomeriggio, dopo essersi sfilato lentamente dal gruppo compatto, a soli 22 anni, ha abbandonato la vita.

Commenti

michele lascaro

Mar, 06/08/2019 - 12:24

Sig. Stagi, lei, nel 1967, non poteva sapere la causa di morte di Simpson, avendo 5 anni. Io ricordo benissimo l'episodio (posso essere, per l'età, suo padre). La morte del ciclista fu attribuita ad un'overdose di Simpamina, il primo caso documentato di doping farmacologico, che gli aveva dato l'illusione psicologica di disporre illimitatamente delle sue possibilità fisiche.