Il muro rossonero resiste un'ora Hamsik e Higuain lo abbattono

De Sciglio espulso dopo 47'', il Pipita sbaglia subito il rigore. Ma alla fine il Napoli domina 3-0

«Abbiamo cominciato male». All'intervallo, prima di infilarsi negli spogliatoi, Giacomo Bonaventura, reduce dal palo scheggiato di testa e da tanta generosa corsa, pronuncia l'atto di accusa che riguarda il sodale De Sciglio e forse anche il resto della compagnia. Il Milan comincia malissimo, resta in dieci, subisce il rigore, sventato da Diego Lopez, ma poi trova le energie, nervose e fisiche, per organizzare una commovente resistenza. Dura 70 minuti in tutto prima di cedere di schianto alle cadenze scatenate del Napoli che impiega oltre un'ora prima di trovare la bussola della sfida e liberare al gol, in sequenza, Hamsik, Higuain e Gabbiadini intervenuto al posto di Jorginho per dare spessore a un attacco a quattro punte. Per settanta minuti il Milan salva un po' del suo onore perduto ma alla fine crolla nonostante l'arrivo di Bonera al posto di Bocchetti che non migliora certo lo spessore della trincea. Con la testa alla semifinale di Europa league, la squadra di Benitez risolve la pratica mostrando la pazienza e l'energia necessarie in circostanze del genere. Visto che del presente non si può salvare granchè, Inzaghi provvede a far esordire in serie A Gianfilippo Felicioli, marchigiano come Bonaventura, classe 1997, terzino sinistro della Primavera.

Sgabbiare in modo distratto e superficiale dallo spogliatoio del San Paolo di Napoli dopo aver rimediato due umilianti schiaffoni (Udinese e Genoa) e la contestazione feroce della curva è il peccato mortale che il Milan paga subito a carissimo prezzo. Perché De Sciglio, uno dei pochi considerati pronti per il futuro, ancora una volta si dimostra, nella stagione scandita da tanti incidenti e perfomances deludenti, poco adatto al compito assegnatogli. Gioca finalmente a destra, come vuole lui, e come impose, tra tante polemiche, Seedorf, eppure al "pronti via" entra in ritardo e in modo scellerato sulle caviglie di Hamsik provocando due pene in un solo intervento: rigore e cartellino rosso dopo appena 47 secondi. A quel punto uno dei rari fuoriclasse della compagnia, Diego Lopez, il portierone spagnolo, può rimettere sui binari squadra e risultato: il suo balzo sulla stoccata di Higuain è un vero prodigio che fa da carica esplosiva. In dieci il Milan organizza una resistenza efficace (grazie a Paletta e Alex) senza trascurare la fase offensiva esaltata dalla corsa di tanti, dal sacrificio di Destro e dal talento di Bonaventura che di testa riesce persino a scheggiare il palo lontano di Andujar.

Nella ripresa il Napoli organizza un vero e proprio assedio, chiama Gabbiadini per forzare il blocco e sottopone il Milan a un vero martellamento. Perché, sempre in dieci, i rossoneri rinculano metro dopo metro soffrendo dalla parte di Bocchetti (su Callejon) e rischiando una, due, tre volte (palo scheggiato) prima di arrendersi alla stoccata di Hamsik su un rinvio maldestro di Bonera. A quel punto, caduta l'ultima trincea, il Napoli può dilagare e addirittura su una ripartenza può trovare con Higuain il comodo 2 a 0 e con Gabbiadini il rotondo 3 a 0. Al Milan rimangono rimorsi (per la sciagurata partenza di De Sciglio), rimpianti (per il palo colpito sullo 0 a 0 da Bonaventura), la scia acida di polemiche intestine (Rami sabato, Destro dopo la sostituzione ieri: «perché mi cambia?» chiede ai sodali in panchina) e il castigo eccessivo di un risultato pesante. Molto pesante. Perché si tratta anche della terza sconfitta consecutiva, 8 i gol subiti. Uno solo merita gli applausi a scena aperta, sempre lui, Diego Lopez, il portiere.

Commenti

linoalo1

Lun, 04/05/2015 - 10:57

Povero Milan!Dalle stelle alle stalle!Finchè non si svecchia,terrà compagnia all'Inter!

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Lun, 04/05/2015 - 11:40

Gli onorevoli settanta minuti del Milan vengono dritti dalla consapevolezza di essere inferiori. Eccola la motivazione per far camminare questa squadra. Qualcuno deve dire loro di non guardare a quello che guadagnano ma a quello che valgono. Deve dire loro che sono brocchi, che non c'è niente di male ma sono brocchi. E come tutti i brocchi se vogliono competere devono correre, impegnarsi, sudare sangue. I pari organici del Chievo Palermo Torino etc. lo fanno da anni. Il Milan no. Il Milan gioca come fosse una grande squadra. Invece è una squadra piena di brocchi.