Nadal, leggenda a Parigi È il suo trionfo numero 11

Demolito Thiem in tre set. Lo spagnolo nel mito: mai nessuno come lui. «Un'impresa impossibile»

«Voi non capite quanto sia difficile vincere un torneo lungo due settimane»: lo diceva Boris Becker, quando allenava un Novak Djokovic impossibile da fermare. «Ti può succedere qualsiasi cosa: una mattina ti svegli col piede sbagliato, un litigio con la fidanzata o la moglie che ti fa pensare ad altro, un raffreddore che ti prende all'improvviso, una storta quando meno te lo aspetti... Vincere uno Slam è una cosa da matti». Ecco allora cerchiamo di capire cosa vuol dire vincerne undici nello stesso posto - dal 2005 ad oggi - e altri sei altrove per un conto che adesso fa 17. Cerchiamo di capire quanto Rafa Nadal abbia fatto nel tennis moderno. E in quello di tutti i tempi.

Il numero uno di sempre sulla terra rossa ha trionfato ancora, insomma. E l'ha fatto «giocando la mia miglior partita di quest'anno al Roland Garros». Proprio infatti quando serve a un campione. Dominic Thiem ce l'ha messa tutta, in fondo era lui l'unico quest'anno ad averlo battuto, e due volte, sul clay. E si può anche dire che abbia giocato una buona partita: per questo il risultato finale (6-4, 6-3, 6-2) fa ancora più impressione, perché Rafa ha mostrato il suo dominio quando molti pensavano che fosse la volta buona per trovargli un avversario credibile sulla superficie preferita. E invece i numeri parlano chiaro: in 86 match giocati in carriera nello Slam francese, Nadal ne ha persi solo 2; nel conteggio delle partite giocate tre su cinque sul rosso siamo a 111 contro 2; e ancora: questo è il cinquantasettesimo torneo vinto sulla superficie preferita dei 78 totali. Non c'è altra da dire, c'è solo l'ovazione finale quando Thiem sbaglia di poco l'ultimo colpo dopo essersi salvato già da quattro match point: «Il tennis ha bisogno di campioni come Dominic dice alla fine con la solita eleganza Rafa - è un buon amico e un grande giocatore. A metà del terzo set ho avuto paura perché mi sono venuti i crampi e lui mi stava portando al limite: c'era grandissima umidità e ho rischiato. Adesso non so neanche descrivere le mie emozioni: undici volte è qualcosa di impossibile». La prima, tra l'altro, senza lo zio Toni nei box, ma con l'amico-coach Carlos Moya: «È il più straordinario atleta di sempre in ogni sport» lo celebrerà alla fine Dominic. Mentre Nadal, dopo aver alzato ancora una volta al cielo la Coppa dei Moschettieri, mostra l'umiltà che lo rende grandissimo finendo in lacrime, come se per lui vincere fosse qualcosa di straordinario. Perché in effetti per lui lo è.

E adesso si riparte, ancora una volta, nella sfida con Federer che torna in campo a Stoccarda per preparare Wimbledon: dall'Open d'Australia 2017 ad oggi Rafa e Roger si sono spartiti gli Slam come una volta, un dominio irripetibile che ci fa capire in questo caso la fortuna di aver vissuto l'era di una rivalità così incredibile. Così com'è incredibile la conferma all'indiscrezione arrivata sabato dal sito italiano Sportsenators che riguarda il nuovo contratto di sponsorizzazione dello svizzero: Federer, 37 anni, dovrebbe vestire Uniqlo per i prossimi 10 a fronte di 30 milioni di euro d'ingaggio. Nadal, che di anni ne ha 32, ieri ha detto: «Sono sicuro: un giorno toccherà a Thiem». Che, con faccia scura, si chiedeva: sì, ma quando?

Commenti

alfa553

Lun, 11/06/2018 - 12:58

Le légende non esistono e se mai fosse sarebbe legenda chi fece il primo trapianto di cuore o chi ha inventato la penicillina,no un racchetta.Siete insulsi, vivete di gloria riflessa.