Nadal punta a riprendersi il primato nel ranking

Sergio Arcobelli

Alla ricerca... del numero uno. Da oggi a Montreal parte la caccia di Rafa Nadal verso la vetta del mondo. Non ci sarà Murray, non ci sarà Djokovic e, notizia di un paio di giorni fa, non ci sarà nemmeno Stan Wawrinka nel primo Masters 1000 nordamericano in vista dell'ultimo Slam della stagione, lo Us Open. E allora carpe diem.

Un'occasione così ghiotta, così propizia non ricapiterà più. Non serve vincere il torneo canadese, a Nadal basterebbe raggiungere la semifinale. Però non deve toppare, perché altrimenti c'è un certo Roger Federer impaziente di riprendersi il trono che, in questo momento, gli apparterebbe di diritto se solo contassero i risultati del 2017. Ma non è così nella cervellotica modalità di assegnazione dei punti Atp. Dunque Rafa ha un match point. Vale la pena sfruttarlo.

Il cammino, o meglio dire la scalata di una vetta dolomitica, non è stata affatto semplice. Complice una serie infinita di infortuni che lo hanno abbattuto più e più volte. Senza fermarne la marcia. L'ultimo infortunio, in ordine di tempo, quello patito al polso sinistro proprio durante il Roland Garros 2016, che lo ha costretto a lasciare anzitempo non solo il torneo, ma anche la chance di conquistare il suo decimo trionfo a Parigi. Trionfo che è arrivato però giusto un anno dopo, nel 2017, senza aver perso nemmeno un set. Irrefrenabile, inarrestabile, invincibile. Fate voi.

In Canada il mancino di Manacor esordirà con Coric ma già ai quarti potrebbe trovare il primo ostacolo, Raonic, tennista di casa che ha nel suo servizio un'arma letale. In un'eventuale semifinale potrebbe incrociare uno tra Alexander Zverev o Jo-Wilfried Tsonga. E, se tutto dovesse andare come previsto, si riscriverà un altro capitolo della infinita saga tra Federer e Nadal. Ma questa volta, lo spagnolo in finale ci arriverebbe con in tasca la certezza del primo posto in classifica. Insomma, più sollevato.