Nadal torna dal passato e rovina il sogno di Fognini

A Miami lo spagnolo Rafa Nadal domina come ai vecchi tempi. Fabio Fognini, mai davvero in partita, si arrende in due set e si ferma in semifinale

Non è più il giocatore implacabile di qualche stagione fa, ma resta pur sempre Rafael Nadal. Finisce in semifinale l'avventura di Fabio Fognini a Miami, la prima di un italiano a un torneo Masters 1000 sul cemento. Che peccato, però. Non tanto per il risultato, rotondo e senza sconti (6-1 7-5), bensì per la prestazione offerta dal 29enne ligure, apparso svagato proprio contro un avversario a cui non puoi concedere spazi e cali di concentrazione. Un peccato perché il Fognini di questa settimana ha dimostrato di potersela giocare contro chiunque, persino con un califfo della disciplina come il mancino di Manacor che già aveva sconfitto in tre occasioni. Ma Nadal è un altro giocatore rispetto alla scorsa stagione, lo si è visto nell'ultimo Australian Open, dove si è inchinato, solo in finale, al rivale Federer.

Nadal ha la faccia cattiva di chi non ne può più di infortuni e di riposo forzato, ma vorrebbe solo spaccare il mondo. E lo si è visto fin dalla prima frazione di gioco. Dopo aver conquistato, senza subire punti, il primo game dell'incontro, lo spagnolo fa suo pure il quarto gioco, strappando il servizio a un Fognini inerme, quasi di stucco. Un presagio della sconfitta finale del taggiasco. Il parziale di dodici punti a due a favore di Nadal non lascia scampo a Fabio, che si complica la vita al quinto, sopra 40-0, finendo per perdere malamente il gioco. Tredici gli errori non forzati in appena sette game: troppi.

Perso il primo set, purtroppo non cambia il prosieguo dell'incontro. Fognini è silenzioso e impassibile. Così non si era mai visto. E questo non è mai un bene per un tipo emotivo come lui. La leggera brezza arrivata sul Centrale di Miami si è portata via il vero Fognini, lasciando solamente l'ombra di quel giocatore che abbiamo ammirato tutta la settimana. Non è servito nemmeno un urlo liberatorio a scatenare una reazione nell'azzurro, incapace di trovare gli stimoli giusti in una sfida che invece li dovrebbe regalare solamente guardando la cornice di pubblico. E, invece, nulla da fare. Il monologo di Nadal non termina, anzi il tentativo del ligure di riaffacciarsi al match nel terzo game del secondo set è quasi disperato. Così, come nel resto del set. E non sortisce gli effetti sperati. Finisce senza gloria e con due racchette scaraventate a terra. E un solo sorriso, quando Nadal perde una scarpa. Così lo spagnolo si porta a casa un match senza storia, regalandosi un'altra possibile finale con Federer (nella notte impegnato nella 2ª semifinale con l'australiano Kyrgios). Perché, in fondo, il tennis resta una questione di sfide. E Nadal-Federer è lo scontro finale di due immortali e che tutti sognano di vedere. In eterno.