Nadia Fanchini ko, addio sogni mondiali

Nuova brutta caduta per la discesista che si frattura l'omero: salterà St. Moritz

Maria Rosa Quario

Brutta giornata ieri per lo sci italiano. Ma non perché, per una volta, non ci sono stati podi da festeggiare, no. La brutta notizia è che Nadia Fanchini si è fatta male, molto male, cadendo nella prova della discesa di Altenmarkt, partita di primo mattino dopo che per tre giorni la pista austriaca, sepolta da metri di neve, aveva respinto le atlete. Prova e gara nel giro di poche ore, questo per le discesiste era il programma del giorno, peccato che per Nadia sia finito anzitempo, fra le reti a bordo pista dopo una caduta impressionante il cui esito, tutto sommato, avrebbe anche potuto essere più disastroso. La trentenne di Montecampione, una carriera ricca di successi ma anche di infortuni, si è infatti rotta l'omero del braccio destro e quattro processi trasversi delle vertebre lombari. Nonostante la spaccata compiuta in piena velocità le ginocchia hanno tenuto, ma Nadia per ora trova poca consolazione nel potersi reggere sulle gambe perché, come ha detto lei stessa, non aveva mai provato tanto dolore fisico in vita sua.

Quanto alla botta morale, beh, anche quella non è da poco. Dovrà essere operata (ieri sera è stata trasferita in ambulanza a Brescia), perderà i Mondiali (era già qualificata per discesa e superG) e dovrà, per l'ennesima volta in carriera, ricominciare da capo. «La cosa più terribile è stata rendermi conto che in un attimo era tutto finito, ancora una volta» ha detto via telefono alla Rai, mentre la sorella Elena ha avuto bisogno dell'aiuto dello psicologo federale Beppe Vercelli per convincersi a partire in prova e poi in gara (per lei un buon 11° posto). «E' stata durissima, ho visto in video la caduta di Nadia e mi sono venuti in mente tutti i ricordi più brutti. Mi sono detta basta, volevo solo andare da lei al più presto, ma mi hanno fermata. Prima della mia gara l'ho sentita, mi ha rassicurata e incoraggiata, non so come ho fatto a scendere, ma ora non ho parole, perché lei è stata veramente sfortunata nella sua carriera e anche questa non ci voleva proprio».

Per la cronaca, la gara è stata ricca di sorprese, con sul podio due nomi nuovi, quelli dell'austriaca Christine Scheyer, prima, e dell'americana Jacqueline Wiles, terza. Fra loro Tina Weirather, mentre Lara Gut ha chiuso quarta davanti a Ilka Stuhec e Lindsey Vonn, al rientro, dodicesima. Migliore delle italiane Johanna Schnarf, sesta, ma bravissima è stata anche la giovane Nicol Delago, nona. Sofia Goggia ha spigolato nello stesso punto della Fanchini, per fortuna è stata in piedi e ha chiuso al 18° posto. A Wengen, nello slalom vinto ancora una volta da Kristoffersen davanti a Hirscher e Neureuther, Manfred Moelgg ha chiuso ottavo e resta terzo nella classifica di specialità.