Napoli carrarmato Il logorio della rimonta spaventa la Signora

Sarri dall'inizio dell'anno ha avuto solo tre infortunati Allegri fa 13 anche nei ko. Per Caceres stagione finita

Tony DamascelliIl potere logora chi non ce l'ha. Lo diceva Andreotti che sapeva anche di football, da tifoso romanista, ma lo conferma la classifica, anzi lo stato di salute di chi sta in testa e di chi insegue. Il Napoli viaggia con il sole in fronte, in sei mesi di campionato soltanto due uomini a disposizione di Sarri si sono fermati per infortunio: Gabbiadini e Mertens, ai quali, in verità andrebbe aggiunto Grassi che al primo allenamento si è fermato e dovrà stare fuori dal gioco per altre due settimane. Dunque Napoli vivo, vegeto e primo, si spiega così il fenomeno, si spiega così la sua classifica e il suo football spiccio e aggressivo, veloce e vincente con Higuain sopra tutti e prima di tutti. La Juventus, di contro, incomincia a sentire il peso degli anni, dunque dei guai fisici: tredici juventini infortunati, bilancio pesantissimo, alcune ricadute, alcuni casi estremi, Caceres (operato al tendine di Achille) ormai a chiusura non soltanto di stagione, Lemina, tornato in gol ieri in amichevole ma, nonostante l'età freschissima, tormentato da cartilagini fragilissime. La rimonta pazzesca potrebbe aver logorato fisici potenti e prepotenti, soltanto se si pensi che dopo dieci giornate di campionato la Juventus aveva messo assieme la miseria di 12 punti per poi accumularne 39 nelle successive 13, non soltanto un record ma il rischio di bruciare i fusibili, la resistenza, il contatore. La partita contro il Genoa ha ribadito questa impressione mentre, in contemporanea, il Napoli sbrigava senza sudare la trasferta delicata di Roma contro la Lazio. Dunque il calendario non conta nulla se si hanno le energie necessarie, in casa o fuori. La testa del Napoli è sicuramente più fresca, l'ambiente è euforico come sa esserlo da sempre, Sarri non è Benitez anche a livello di comunicazione orale e fisica, stuzzica l'avversario, chiunque esso sia, a parte Mancini, e a Torino, il 13 febbraio saprà usare armi non soltanto tattiche ma anche dialettiche, Sarri in abiti da ginnastica, non strilla, brontola. Allegri, a bordo campo, veste con cappotto e cravatta, non conosce la tuta ma urla come un disperato, intuendo che la squadra ogni tanto si specchia nell'acqua, ritenendosi bellissima. La prestazione di mercoledì contro il Genoa è stata la peggiore di tutto l'anno ma vincente, anche questo può essere interpretato come un segnale positivo a differenza dei risultati strambi in avvio di campionato. Prima dello scontro diretto, le due di testa dovranno giocare contro due neopromosse, il Napoli al San Paolo affrontando il Carpi e la Juventus a Frosinone, si prevedono trappole piuttosto che passeggiate, soprattutto per i bianconeri che devono rinunciare a Caceres, Mandzukic, Khedira, Zaza, Asamoah, con due diffidati in bilico, Bonucci e Alex Sandro, mentre il Napoli ha la fedina penale candida come la neve. Stando così le cose si potrebbe pensare a un finale con clamorosi colpi di scena, a una caduta precipitosa dei campioni e all'eruzione del Vesuvio. Di mezzo c'è la Champions ma anche l'Europa league, con responsabilità e visibilità diverse ma uguali sofferenze. Contro il Bayern sarà Juventus totale, contro il Villarreal si potrebbe anche prevedere un Napoli di seconda fila. Siamo in fase di pronostici, spesso smentiti da un autogol o da un rigore non fischiato. Comunque, come si usa dire, il bello deve ancora venire. Tra nove giorni.