Nba, gli Spurs ricominciano vincendo: nella notte degli anelli brilla Belinelli

Prima notte del basket a stelle e strisce. Festa per i campioni in carica che stendono Dallas nel derby texano, 15 punti per l'azzurro subito protagonista. Ecco una guida a tutta la stagione con le favorite e i possibili protagonisti

La compagnia dell'Anello riparte come aveva finito. Vincendo ovviamente. I San Antonio Spurs, nella notte della consegna degli anelli celebrativi del titolo Nba 2014, aprono la nuova stagione del basket a stelle e strisce battendo con il brivido, 101-100, i Dallas Mavericks rinnovati nella derby texano scelto come gara inaugurale.

Un tripudio di luci e colori all'intervallo per la banda di Gregg Popovich omaggiata dell'anello, pacchiano assai e pieno di brillocchi in rigoroso stile americano. In panchina di fianco al coach leggendario, che quest'anno sfoggia una barba bianca da profeta del parquet, c'è Ettore Messina, l'allenatore italiano scelto proprio come assistente principale in riva all'Alamo. Tra i neroargento, storicamente la franchigia meno avvezza a colpi di testa in sede di mercato e a cambiamenti rivoluzionari, il roster è lo stesso. I tre tenori, Tony Parker-Tim Duncan-Manu Ginobili, con una primavera in più sul curriculum, sono sempre al loro posto per tentare un bis filato che a queste latitudini non si è mai visto. Senza Kawhi Leonard, Mvp delle Finali passate, Patty Mills e Thiago Splitter ancora ai box per infortunio, brilla Marco Belinelli. L'italiano, primo campione Nba tricolore, riparte in quintetto e nei 30' sul parquet regala ai suoi 15 punti (con 3/6 da tre punti)con due rimbalzi e tre assist. Decisivo insieme ai 23 di Parker, ai 20 di Ginobili e ai 14, con 13 rimbalzi, di Duncan. Gli Spurs, indietro di 8 lunghezze all'intervallo, soffrono l'aggressività degli esterni, Monta Ellis (26 punti) e Devin Harris (17) su tutti, e la solita chirurgica precisione di Dirk Nowitzki, 18 per il tedescone. Ma in volata i campioni vincono la prima di 82 cavalcate dell'estenuante stagione regolare.

A Ovest la concorrenza sarà, come al solito, temibile. Su tutti gli Oklahoma City Thunder di Kevin Durant (fermo ai box per una frattura al piede) e Russel Westbrook. Altra squadra che punta forte a sovvertire la leadership i Los Angeles Clippers della nuova proprietà Ballmer (mister Microsoft) dopo lo scandalo razzista e l'addio di Sterling. Hanno il play migliore della lega, Chris Paul, e la coppia di lunghi più atletica, DeAndre Jordan e Blake Griffin, più il sesto uomo dell'anno Jamal Crawford Senza dimenticare i Golden State Warriors del divino Stephen Curry e del suo gemello Klay Thompson. Per le posizioni di rincalzo occhio ai Denver Nuggets. Danilo Gallinari è tornato, è sano e, dopo un anno e mezzo di inattività, questa può essere la stagione della sua esplosione definitiva: con cifre da big e convocazione all'All Star Game. Puntano ai play off anche Houston Rockets di James Harden e Dwight Howard, Portland Trail Blazers (con l'asse play-pivot Damien Lillard-LaMarcus Aldridge), Memphis Grizzlies (con la coppia di lunghi Marc Gasol-Zac Randolph). Altra stagione di grande sofferenza per i Los Angeles Lakers del ritrovato Kobe Bryant, l'anno si è aperto con i ko di Steve Nashe e del rookie Julius Randle: saranno dolori.

A Est è cambiato tutto con il ritorno a casa di LeBron James. Il Prescelto ha lasciato Miami e il sole della Florida per l'aria familiare dell'Ohio. Ai Cleveland Cavs, che diventano automaticamente i favoriti della Conference, trova un nuovo progetto e un'altra versione dei Big Three. Con Kyrie Irving e Kevin Love.

In panchina David Blatt, dopo tanta esperienza (e successi) in Europa. I primi sfidanti sono i Chicago Bulls del rientrante Derrick Rose e del nuovo arrivato Pau Gasol. Joakim Noah e Jimmy Butler formano un quintetto molto solido. Dietro alle due corazzate c'è pochino. I Miami Heat, con Luol Deng al posto di James, perdono parecchio appeal. Le sorprese possono essere i Washington Wizards della premiata ditta John Wall e Bradley Bill, con l'aggiunta dell'esperienza di Paul Pierce, oppure i Toronto Raptors di DeMar DeRozan e Kyle Lowry. Menzione anche per gli Atlanta Hawks, mentre gli Indiana Pacers senza Paul George perdono la loro stella. Qualche chance per Charlotte di Michael Jordan che torna a chiamarsi Horntes e ha aggiunto Lance Stephenson nel motore.

E poi la curiosità dell'eterna incompiuta New York Knicks con la coppia Phil Jackson-Derek Fisher. Carmelo Anthony è rimasto, il play è Josè Calderon. Andrea Bargnani con il Triangolo può finalmente uscire dal cono d'ombra in cui è precipitato, se il fisico lo assisterà. L'ultimo azzurro, Gigi Datome, chiude la panchina ai Detroit Pistons. Non è stato tagliato in extremis, farà la stagione e se avrà un'occasione la sfrutterà di certo. La squadra, però, è quello che è: discreta, nulla più.