Nel ritiro di Detti: ecco cosa c'è dietro il bronzo di Rio

Una tavola di legno color della paglia appoggiata contro la parete della palestra. Un pennarellone indelebile usato per scriverci sopra

Benny Casadei Lucchi

nostro inviato a Rio de Janeiro

Una tavola di legno color della paglia appoggiata contro la parete della palestra. Un pennarellone indelebile usato per scriverci sopra. E quelle due parole: Rio 2016. C'è anche questo dietro la medaglia di Gabriele Detti nei 400 stile libero conquistata nella notte italiana. Medaglia di bronzo e medaglia pesante perché, non se ne abbiano gli altri atleti delle discipline olimpiche, ma non c'è scherma, non c'è tiro a segno e arco che tengano: il podio olimpico del nuoto è la luna dello sport insieme con l'atletica. E questo è anche sacrosanto sottolinearlo. Troppa la competizione, troppa la diffusione di questi sport. Troppi gli atleti con cui confrontarsi.

Un mese fa ad Ostia, in ritiro con Gabriele Detti e Gregorio Paltrinieri, ho vissuto da atleta per due giorni. Ho conosciuto meglio due splendidi ragazzi che mi hanno accompagnato nei loro allenamenti, riti, piccoli momenti di svago. Nel video c'è tutto questo in pochi secondi. Ma è stato quel cartello a commuovermi. La sua semplicità. La sua forza. La sua sincerità. Due bravi ragazzi che hanno preso una tavola dal magazzino, un pennarello dal cartolaio poco fuori e hanno scritto il loro sogno in due parole. Siete Grandi!