Nibali: "Il Tour dovrà fare i conti con me. Froome innocente? Ora serve chiarezza"

"Ci dicano se il Ventolin si può usare o no. Clima ostile? Chris corre sempre da isolato..."

Cholet Non è mago Merlino, quindi a Vincenzo Nibali non chiedete come sarà il Tour, cosa pensa di poter fare, dove spera di vincere e come. Vincenzo non è dotato di chiaroveggenza, ma di chiarezza sì. Quella non manca allo Squalo dello Stretto. Vincenzo non le manda a dire, e lo fa come di consueto con grande fermezza e serenità. «La questione di Chris Froome? Sono felice per lui, perché ne è uscito bene spiega dal suo buen-retiro di Cholet, dove ha dato appuntamento alla stampa internazionale -, ma quello che sarebbe giusto, per i tanti tifosi che seguono il ciclismo e per noi tutti, è rendere note le motivazioni di questa importante vittoria legale sul salbutamolo. Sarebbe importante capire il perché, e forse vorrebbe comprenderlo anche la comunità scientifica. Una cosa è certa: dopo questa vicenda, nulla sarà come prima. Il regolamento su questo tipo di sostanza sarà certamente cambiato. Io mi auguro che tutto vada nella direzione della chiarezza e della trasparenza, cosa che al momento così non è. Cosa auspico? Che si decida una volta per tutte: o il Ventolin si usa, oppure venga bandito. O bianco o nero».
Vincenzo Nibali non è mago Merlino, uno dei personaggi centrali del ciclo bretone e delle leggende arturiane, che a queste latitudini sono cresciute e si sono alimentate. Al massimo può dire chi sono gli uomini da seguire: e sono tanti. «Quintana, Landa e Valverde, ma anche Bardet, Dumoulin, Daniel Martin e Zakarin che nessuno menziona o ricorda. Ma ci sono anche Adam Yates, Richie Porte e tanti altri. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Io come sto? Sono pronto, so che sto bene e ho una squadra buonissima al mio fianco. Se temo la cronosquadre di Cholet martedì prossimo? Vi dico solo che andremo meglio di quanto voi possiate pensare».

Lo solleticano, Vincenzo. Cercano di pungerlo, come quella dannatissima vespa alla Vuelta del 2013. «Ma io non presi nessun farmaco ricorda il siciliano -, perché il mio team (Astana, ndr), aderiva al Movimento per un ciclismo credibile, e non potevamo prendere alcun farmaco. Avevo una faccia gonfia così e un occhio quasi chiuso, ma abbiamo deciso di andare avanti lo stesso. A proposito: la sentenza favorevole a Chris ha in pratica tolto a me la possibilità di avere una Vuelta in più nel palmares, ma sia ben chiaro: non mi sarebbe assolutamente piaciuto vincerla in quel modo».

Lo pungolano, sempre su Froome «Clima ostile? È chiaro che il rischio c'è, ma questo è un problema solo di Sky e di Chris, non del gruppo. Se Froome sarà isolato in gruppo? Non credo che gli importi troppo dei suoi avversari: è il loro modo di fare. Loro fanno storia a parte. Solo gli Sky si comportano in questo modo, hanno sempre fatto così».
E poi prova a tracciare con la sua bacchetta magica le traiettorie di una corsa tutta da scoprire e vivere. «Bisogna dividere la corsa in tre, e fare di volta in volta il punto: con grande lucidità. Come mi considerano oggi in gruppo? Nel 2014 pochi credevano in me, ora è diverso, tutti sanno chi sono, e sanno perfettamente che Vincenzo può orientare la corsa anche se non vince».
Vincenzo Nibali non è Mago Merlino: non sa come sarà la corsa, ma è certo che potrà condizionarla. Mago Merlino per la vulgata è un personaggio buono, da fonti medioevali il profilo è però un po' diverso: calcolatore e talvolta persino diabolico. «Mi dicono che quando ho vinto corse importanti ero arrabbiato. Adesso sono molto sereno, ma faccio ancora in tempo ad arrabbiarmi: magari in corsa».