Nicola, un altro figlio di Asiago. Pattini di bronzo nel nome di Fabris

Tumolero allenato dal re di Torino 2006: sono dello stesso paese

Tutti lo attendevano nei «suoi» 5mila, di cui è fresco campione europeo, e lui, invece, ha raddoppiato fatica e distanza, vincendo un bronzo nei 10mila metri del pattinaggio pista lunga. Chapeau a Nicola Tumolero da Roana, terra cimbra di grandi faticatori. Lui arriva 12 anni dopo Enrico Fabris, altro grande figlio di Roana e dell'Altopiano dei Sette Comuni, ma soprattutto re di Torino 2006, dove vinse due ori e un bronzo. Ci deve essere qualcosa di speciale nell'aria di Asiago, che vada ben oltre i prodotti Dop e i racconti di guerra di Mario Rigoni Stern, se Nicola e Enrico cresciuti qui, nello stesso paese che da oggi vanta 800 anime e 2 olimpionici.

A 4 anni Tumolero è già sui pattini: ce lo mettono i genitori. Le passeggiate in montagna e la bici sono passioni ovvie se nasci da queste parti, ma lui vuole di più. Da una parte studia Information Technology, dall'altra va matto per le prodezze di Valentino Rossi. Ma lui, quelle pieghe in moto le imita sul ghiaccio. Nel 2016 si fa male: «Neve back down», mai mollare, è però il suo mantra. L'azzurro, classe 1994, ora in forze alle Fiamme Oro di Moena, ha chiuso alle spalle del canadese Ted Jan Bloemen e dell'olandese Jorrit Bergsma.

Tumolero, nel regalare la prima medaglia olimpica all'Italia su questa distanza, ha anche migliorato se stesso, facendo segnare il suo personal best. Soprattutto, nei 12' di gara, «Nik» ha assistito, se non alla caduta degli dei, almeno ad un piccolo inciampo di uno di loro, con il super favorito orange, Sven Kramer, sesto. «È dietro? Mi sembra impossibile», ha detto il campione, che ha poi dedicato la sua medaglia alla famiglia, «soprattutto a nonna Margherita». Per Tumolero questa è la prima Olimpiade: «Nei 5mila ho patito l'emozione dell'esordio», ha spiegato.

Chi semina bene, poi raccoglie: storia di un'eredità sportiva che non è andata dispersa. Allenamenti a Baselga di Piné o su al Renon. Ricordate, oltre a Fabris, i fantastici moschettieri di Torino? Il c.t. Maurizio Marchetto li ha tenuti vicini: così Ippolito Sanfratello è oggi segretario Fisg, la federghiaccio, Matteo Anesi e Fabris sono vice allenatori. «Fondamentali per la tecnica. Enrico è da sempre un esempio», dice Nik. Pattinata leggera, compressa in 170 cm per 65 kg, Tumolero ha dosato le forze. «Perché così tanti campioni a Roana? Venite a trovarci, siamo gente simpatica». Ecco il segreto.