Nicola Rizzoli si racconta: "Ecco tutti gli episodi decisivi della mia carriera"

È stato eletto miglio arbitro del 2014. Alle spalle una lunga carriera di big match arbitrati con professionalità, adesso Rizzoli vuole raccontare la sua storia in un libro "Che gusto c'è a fare l'arbitro - Il calcio senza il pallone tra i piedi"

Nicola Rizzoli è stato eletto miglio arbitro del 2014. Alle spalle una lunga carriera di big match arbitrati con professionalità, adesso Rizzoli vuole raccontare la sua storia in un libro "Che gusto c'è a fare l'arbitro - Il calcio senza il pallone tra i piedi". Lui 43 anni, emiliano, ha dovuto tenere a bada caratteri esuberanti e difficili come quelli di Cassano, Ibrahimovic o Gattuso.

In un estratto del suo libro, pubblicato da Affaritaliani, Rizzoli racconta alcuni episodi particolari della sue carriera svelando retrsocena e aneddoti del mondo del calcio. Il primo episodio riguarda Udinese-Milan del 23 dicembre 2006: "L’impatto tra Gattuso e un centrocampista dell’Udinese c’è, lo vedo e addirittura lo sento: il milanista in questo caso lo subisce. Poi la palla rotola fuori dal
campo, dalla parte opposta alle panchine. Per me è semplice rimessa laterale. Contatto duro, ruvido, ma entro i limiti, di quelli che puoi punire o meno a seconda del momento della partita oppure della tipologia di calciatori coinvolti. In questo caso parliamo di un incontrista che fa della fIsicità la sua arma migliore. Rino è un giocatore molto fisico, non violento, ma il contatto lo cerca sempre e comunque. Se fischiassi ogni volta che si avvicina un po’ di più a un avversario, rimarrei senza aria nei polmoni a metà del primo tempo. Quindi gli lascio fare il suo gioco, ovviamente nei limiti del consentito. Per contro, anche lui deve accettare lo stesso atteggiamento dagli avversari. Dopo aver assegnato la rimessa all’Udinese corro verso le panchine, dove mi stanno chiamando per una sostituzione. All’altezza del centrocampo Gattuso mi si avvicina per protestare: 'Era fallo! Ma come fai a non fIschiare queste cose?!'. Io per tutta risposta gli do una gomitata sul braccio: non forte, ma voglio che
mi senta bene. 'Oh, ma cosa fai?!' 'Guarda che io do a te quello che do agli altri. Se vuoi giocare a tuo modo, devi essere disposto ad accettare che gli avversari utilizzino lo stesso metro'. Gattuso sorride, non c’è più traccia di rabbia sul
suo viso: soprattutto ha capito il messaggio perché ho utilizzato il modo giusto per comunicare con lui. 'È per questo che mi piaci, Rizzo!' risponde prima di tornare tranquillamente a giocare".

L'altro episodio riguarda Marco Materazzi e Gennaro Delvecchio in un Sampdoria-Inter del 2007: "Non solo Zidane: Materazzi una testata se l’è presa, qualche mese dopo i Mondiali, anche da Gennaro Delvecchio... Sampdoria-Inter è iniziata da appena sette minuti. Siamo nell’area dei nerazzurri: dalla sinistra arriva un cross per la testa di Delvecchio che però è in fuorigioco, segnalato con perfetto tempismo dall’assistente Simone Ghiandai. Succede tutto in un paio di secondi: il centrocampista doriano continua l’azione, nonostante il gioco sia fermo, e allunga il piede su Júlio César. A quel punto Materazzi non ci vede più dalla rabbia, raggiunge Delvecchio e inizia a urlargli contro, l’altro alzandosi gli dà una testata. Dalla posizione in cui sono, di spalle a Materazzi, vedo poco: una lite fra i due e poi Materazzi stesso a terra, ma non posso sapere se effettivamente ci sia stato un contatto o meno. Per fortuna questa è una delle prime partite in cui siamo muniti di auricolari, per cui Ghiandai mi avvisa subito: 'Guarda che l’ha preso, l’ha colpito!'. Senza gli auricolari sarebbe stato molto complesso decifrare l’azione. L’ausilio della tecnologia in questo caso è stato essenziale, mi ha consentito di unire due punti di vista diversi in un secondo e quindi di estrarre il cartellino rosso ai danni di Delvecchio con consapevolezza e certezza". Insomma una carriera quella di Rizzoli vissuta sul campo, uno dei pochi italiani che in Europa riesce a portare sempre la vittoria a casa...