Non accetta critiche e ha rifiutato un invito nerazzurro per un torneo in Spagna

A 14 anni arriva al Milan, ma piaceva tanto anche all'Inter. Hachim Mastour è nato in Italia da famiglia marocchina, viene dalla Reggiana, club di Prima Divisione, nell'ultima stagione giocava con i giovanissimi, ha segnato 26 gol in 30 partite, compresa una tripletta al Parma e parecchie punizioni. Palleggia con qualsiasi cosa rotonda gli capiti: arance, palline da golf e persino ciliege, si è visto in Sardegna, in vacanza con El Shaarawy. Ha dribbling, rapidità e freddezza sottoporta, dal 23 luglio sarà a Pinzolo, in ritiro con la Primavera, nonostante abbia 4 anni in meno dell'età limite: in fondo è sempre stato avanti di due, come Borini, il bolognese arrivato al Chelsea a 16 anni. Anche Sacchi, responsabile delle giovanili azzurre, ha espresso un giudizio lusinghiero su Hachim.
«Non l'ho mai visto dal vivo - spiega Aldo Dolcetti, tecnico della Primavera rossonera -, mi affido a varie relazioni visionate. Tutte le grandi società lo conoscevano da almeno un anno, le sue qualità erano note, anche a qualche big europea». Ovvero i due Manchester e il Barcellona. «Fa piacere che arrivi qua, ma non è un bene che se ne parli tanto, è prioritaria la sua crescita».
Solo fra un anno, quando ne compirà 15, Mastour potrà giocare nel campionato Primavera, dopo il ritiro passerà agli Allievi nazionali. E' un trequartista di grandi qualità tecniche («Fra i più dotati, facile da segnalare»), anche la Juve gli era dietro, bravo Filippo Galli, responsabile del settore giovanile, a contrattualizzarlo. «L'ingaggio dipende da piccole sfumature, anche dal fascino della maglia».
Dicono sia costato 800mila euro, ma una fonte certa parla della metà, con assegno di 200mila già versato alla famiglia, d'accordo con il procuratore Dario Paolillo. «Mastour è poco più di un bambino - sostiene il vicepresidente del Milan Adriano Galliani -, pare abbia grandi doti. Comincia la trafila nelle nostre giovanili, ma non carichiamolo di responsabilità che non gli competono».
Da Reggio Emilia, due nigeriani arrivarono alle grandi e poi si persero: Martins all'Inter (adesso è in Russia, al Rubin Kazan) e Benjamin (Onwuachi, 40 reti nella primavera granata) passò alla Juve, da tre anni è finito a Cipro.
«Hachim è bravissimo nell'uno contro uno e ha grande visione di gioco - sottolinea Marco Montresor, ex Lazio e Valencia, suo tecnico alla Reggiana -, deve migliorare tatticamente». E' talmente sicuro di sè che vorrebbe vincere il Pallone d'Oro: «Ho un sogno - scrive su facebook -, diventare il calciatore più forte del mondo». «A 13 anni - conclude Dolcetti - Pirlo disse più o meno la stessa cosa al presidente del Brescia Corioni...». L'italo-marocchino non accetta critiche, al punto che per un rimprovero a tre giornate dalla fine del campionato aveva piantato in asso la Reggiana. Qualche mese prima era stato chiamato dall'Inter, per un torneo giovanile a Barcellona, ma aveva preferito restare in Emilia, per un manifestazione provinciale. Cominciò alla Reggio Calcio, società giovanile, passando alla Reggiana a 10 anni. Da 5 una volta la settimana si allenava con l'Inter, con cui aveva disputato il memorial Ielasi, realizzando 5 reti, la più bella in finale contro la Roma. Due stagioni fa alcune amichevoli in maglia nerazzurra, per il tesseramento doveva aspettare i 14 anni, perchè il regolamento vieta di cambiare regione, prima di quell'età, così si è inserito il Milan.