Il nostro calcio non sa più produrre talenti

Facili cantori dell'alibi non trovano di meglio che dar colpa al ct Ventura per la miserabile figura rimediata dall'Italia in Svezia

F acili cantori dell'alibi non trovano di meglio che dar colpa al ct Ventura per la miserabile figura rimediata dall'Italia in Svezia. Ventura avrà le sue colpe, ma ne aveva pure l'altro ct, Antonio Conte, che invece ha lasciato molte vedove e ha fatto luccicare quel che, in realtà, era opaco. Uscire ai quarti di un campionato d'Europa non può interpretarsi come una impresa della nazionale italiana! Il minimo richiesto è un posto in semifinale. Per il vero la colpa del luccichio non è di Conte. Peggio chi lo ha incensato. Però i risultati dell'ex ct, e questi di Ventura, ci dicono che nessun capo ufficio può cavarsela senza una squadra che lo assecondi e, soprattutto, con un minimo di buona qualità calcistica. La Svezia oggi vale (ahinoi!) l'Italia, anche senza Ibra. E questo è grave. Quanti, infatti, avrebbero scommesso su una vittoria azzurra a Stoccolma? Certamente pochi. E quanti si sarebbero rifugiati in un pareggio o, addirittura, in una sconfitta? Molti di più. Da qui la risposta al tremar di gambe che stasera accompagnerà San Siro: il pallone ha già detto la sua. Poi siamo italiani e mandiamo tutti in campo l'io speriamo che me la cavo.

Eppure una eliminazione così crudele potrebbe servire a rimboccarsi le maniche e a voler guardare davvero dove stanno i problemi. Ed anche la stampa, lavorando di critica e non di carezze (da Sacchi in poi si è visto di tutto), potrebbe dare una mano. Insomma sarà mai possibile che il nostro calcio non produca più giocatori di media levatura? Non si vede più un Baggio, uno Zola, un Bruno Conti, per non dire Rivera e Mazzola. Ma ci sogniamo perfino un Giannini! Non è solo un problema di stranieri. Quando arrivavano in Italia quelli bravi davvero, i nostri ragazzi imparavano e miglioravano. Piuttosto qui pare che i tecnici non abbiano più l'occhio per scoprire il talento o la mano per plasmarlo. I ragazzini vengono ridotti a robot che devono rispettare consegne precise e dimenticare l'inventiva propria. Poi crescono e, al massimo, diventano Insigne. Troppo poco. La nazionale di oggi è peggiore perfino di quella di Conte: alcuni giocatori di qualità sono invecchiati, altri mostrano i limiti. Schema e moduli sono involucri, al nostro calcio manca la sostanza: cioè la buona qualità. Non si vede più qualcuno che affronti l'avversario con la sfrontatezza di chi nasconde la palla, i difensori sono burro, i centrocampisti come neve che si squaglia. Contro la Svezia sono stati tentati solo tre dribbling. Quanti anni ci vorranno per ricostruire una scuola andata in frantumi? Comunque vada, stasera non avremo risposta.