Olimpiadi, cosa sono quelle macchie rosse sui corpi degli atleti?

Ieri Michael Phelps è entrato in vasca mostrando evidenti segni rossi sulla schiena. Come lui anche i ginnasti statunitensi. Ecco cosa sono quelle macchie

Se seguendo le Olimpiadi di Rio avete notato alcuni strani pallini rossi sbucare dai costumi degli atleti sappiate che non sono tatuaggi, nè il frutto di una notte di passione. Micheal Phelps, il suo compagno nella staffetta 4x100 maschile in stile libero Nathan Adrian e il ginnasta Usa Alex Naddour hanno gareggiato mostrando al mondo delle macchie sulla pelle. Quei segni rossi sono il risultato di una antica pratica di cura, tornata in auge negli ultimi anni soprattutto tra i vip statunitensi. Si chiama coppettazione, in inglese "cupping". È una forma di agopuntura tipica della medicina cinese.

La tecnica consiste nell'accendere una fiamma all'interno di una coppa di vetro piena di liquido infiammabile. Quando la fiammella si spegne, il calo di temperatura crea un'aspirazione tale da far attaccare la coppa al corpo. L'aspirazione tira la pelle in modo da permettere al sangue di scorrere meglio nei tessuti muscolari, lasciando delle macchie rosse che di solito rimangono per tre o quattro giorni.

Gli atleti la usano per alleviare i dolori muscolari che derivano da allenamenti stressanti. Il ginnasta Naddour a Usa Today parlando del trattamento ha detto: "Non ha mai speso meglio i miei soldi". "È il mio segreto, ciò che mi ha aiutato a stare bene fisicamente nell'ultimo anno", ha detto aggiungendo che lo ha salvato "da un sacco di dolori". La squadra dei ginnasti americani ha iniziato a praticare la coppettazione in modo autonomo, utilizzando coppe che aspirano la pelle tramite una pompa anziché la fiamma.

La pratica non è particolarmente dolorosa, ma secondo il professore tedesco Edzard Ernst: "Non c'è alcuna prova della sua efficacia. La tecnica non è stata ancora inserita tra i trattamenti medici".

Olimpiadi, i segni rossi sulla schiena di Phelps

I segni della coppettazione sulla schiena di Michael Phelps

Commenti

linoalo1

Lun, 08/08/2016 - 17:20

Ecco le alternative al Doping!!!

Ritratto di maucom

maucom

Lun, 08/08/2016 - 18:10

Consiglio al giornalista che ha scritto l`articolo di documentarsi meglio prima di scrivere .... "accendere una fiamma all`interno di una coppa di vetro piena di liquido infiammabile" manderebbe l`atleta in ospedale con ustioni di terzo grado e con l`accusa di tentato incendio! La terapia si basa sulla moxa, viene accesa una piccola noce di artemisia collocata su un ago o su un supporto e poi vi ci viene messa sopra una coppa di vetro rovesciata. La fiammella assorbe l`ossigeno creando una specie di effetto vuoto che assorbe o facilita l`assorbimento delle tossine. E` una tecnica antica dell`agopuntura cinese che si chiama Moxa.

rokko

Lun, 08/08/2016 - 22:56

linoalo1 le alternative al doping non ci sono, gli atleti a questi livelli fanno tutti uso di doping, indistintamente. Certo, c'è chi riesce a non farsi scoprire mai e chi no, ma si dopano tutti. Premesso che per me il doping è un falso mito, nel senso che se uno è un brocco con il doping rimane un brocco e se uno è valido con il doping rimane valido, la cosa migliore sarebbe far cadere le ipocrisie e consentirlo. Si tratta di farmaci che aiutano l'atleta ad essere più facilmente in forma, tutto qua. Oppure, si debella definitivamente, obbligando le case farmaceutiche ad inserire dei "marker" nei prodotti dopanti che li rendono visibili per anni. Ma la lotta al doping che si fa adesso è solo ipocrita e ridicola